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Psicosi puerperale: cos’è e come riconoscerla

Le prime settimane dopo il parto richiedono ai neo genitori un adattamento faticoso che li rende compartecipi in un percorso evolutivo piuttosto complesso, il quale implica una ristrutturazione sul piano individuale, di coppia e sociale. Anche se piuttosto raramente, ciò può determinare in particolar modo nella figura materna quella che comunemente viene definita psicosi puerperale.

La psicosi puerperale necessita di un ricovero ospedaliero immediato e richiede interventi medici, psicologici e di assistenza. Dunque, mediante un trattamento efficace e tempestivo si può ottenere una rapida e positiva risoluzione. Tuttavia, la neo mamma difficilmente si riconosce consapevole della presenza nonché della gravità delle manifestazioni tipiche della psicosi puerperale.

E’ possibile riconoscere una condizione da psicosi puerperale dallo stato di angoscia causato dall’incapacità percepita di accudire il proprio bambino, dalle gravi alterazioni dell’umore, dai disturbi del sonno, dalla disorganizzazione evidente del comportamento, dal disorientamento e dalla confusione mentale, dalle allucinazioni, i deliri e i vissuti persecutori che conducono la neo mamma a chiudersi in sé fino a rifiutare il bambino e talvolta determinano lo strutturarsi di condizioni che portano all’infanticidio e al suicidio.

Sembrerebbero essere soggetti esposti ad un maggior rischio di sviluppo di psicosi puerperale le primipare, ma fortunatamente questa patologia è davvero molto rara tanto da consentire di rilevare solamente due o tre casi ogni mille nascite. Inoltre in genere è possibile riscontrare, nella storia personale della donna, fattori di rischio quali la presenza di disturbi psichiatrici nonché uno scarso o inadeguato supporto che insieme ad una situazione conflittuale con il partner e, secondo alcuni autori, alle conseguenze del parto cesareo aumenterebbero le probabilità di insorgenza della psicosi puerperale.

Naturalmente la presenza di una psicosi puerperale può facilmente influenzare negativamente la qualità della relazione madre – figlio con ripercussioni sull’attaccamento e sulla capacità di controllo degli impulsi. E’ bene sapere, tuttavia, che è possibile guarire dalla psicosi puerperale la quale risulta essere una patologia ben curabile con un esito talvolta migliore rispetto alle altre forme di psicosi.

Il mio particolare interesse alla prima infanzia nonché la mia dedizione al sostegno e supporto della famiglia e in particolare della coppia genitoriale mi ha spinta a conseguire la laurea in Psicologia e il diploma AIMI divenendo Insegnante di Massaggio Infantile, un'esperienza di profondo contatto affettivo tra neo genitori e neonati tra 0 e 12 mesi. Email: a.antogiovanni@passionemamma.it

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