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Paura del bagnetto: come evitarla fin dalla prima volta

I bimbi non hanno quasi mai paura dell’acqua, anche da piccinini perchè comunque gli ricorda l’utero e il liquido amniotico dove sono vissuti 9 mesi, ma certo il primo bagnetto non si scorda mai e sarebbe meglio renderlo il più sicuro e più bello possibile.

Una mia amica milanese mi ha raccontato che le ostetriche all’ospedale le avevano consigliato per i primi bagnetti di avvolgere il bambino in una federa di cuscino di cotone prima di immergerlo in acqua perchè si sarebbe sentito come se fosse ancora nell’utero e questo avrebbe aiutato il bambino ad avere delle buone sensazioni. Federa surrogato del sacco amniotico! Che bella storia, no?

La cosa importante per non far avere paura dell’acqua e rendere il bagno sempre piacevole e quello di far diventare il tutto un momento ludico. Con tanti giochini, animaletti e pupazzetti che spruzzano acqua. Fino ad un anno è difficile che ai bambini non piaccia l’acqua. Anzi si consiglia di portarli in piscina anche a soli 3 mesi per abituarli il più presto possibile anche al movimento in acqua, non solo nello spazio ristretto della vaschetta da bagno.

Bisogna stare attenti allo shampoo che è una cosa che può traumatizzare i bimbi, anche se ormai di shampi per bambini che fanno lacrimare ne esistono davvero pochi. Ma comunque avere acqua che scorre dalla testa in viso senza protezione quando si sciacquano i capelli può essere fastidioso da adulti, figurarsi da bambini!

Basta un po’ di accortezza per evitare inutili pianti e sofferenze che poi si ricordano e portano al rifiuto del bagnetto serale, che dovrebbe essere sopratutto rilassante. Rilassante per i bimbi, ma anche per i genitori, fare il bagno con i propri bambini non è una cattiva idea, per farlo divertire ma anche coccolarlo con massaggi e abbracci.

Per insegnargli anche i nomi delle parti del corpo: con i pupazzetti che spruzzano l’acqua si direziona il getto d’acqua ogni volta in una parte diversa del corpo dicendo ad alta voce il nome, per insegnargli come si chiama appunto la pancia, il braccino, il collo, la guancia, ecc..

Ho iniziato a lavorare per le mamme nel 2007, per un programma televisivo e per vari portali, e le donne mamme italiane mi hanno adottato, anche se non sono ancora una mamma come loro, si sono sentite sempre capite e ascoltate da me (così mi dicevano quando facevo la redattrice tv) e questo mi ha riempito d'orgoglio, oltre che farmi imparare tante cose sulle donne in generale. Scrivere di mamme è una cosa che mi ha messo in contatto con il lato più delicato, ma anche forte della femmine mamme italiane. Email: e.citro@passionemamma.it

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