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I riflessi del neonato: come riconoscerli

Il bambino nasce con una serie di conoscenze innate: alcune sono in grado di facilitargli la sopravvivenza, mentre altre sono rimanenze della sua vita intrauterina. Stiamo parlando dei suoi riflessi involontari, destinati per lo più a sparire nel giro di qualche mese.

Quando diciamo che esistono dei riflessi che posso facilitare la sopravvivenza del bambino non esageriamo: il più importante in questo senso è il riflesso di suzione che, fin dai primi momenti di vita, spinge il neonato a cercare di alimentarsi. Intorno alla fine del primo mese di età, questo riflesso si trasformerà in un atto intenzionale.

Fortemente collegato a questo, c’è il riflesso ad attaccarsi: se ne potrà verificare la presenza anche nel proprio piccolo sfiorandogli una guancia. Normalmente il neonato si dovrebbe voltare verso lo stimolo e, al tempo stesso, aprire la bocca per cercare la fonte di cibo.

Alimenta il suo istinto di sopravvivenza anche il riflesso di difesa, il movimento che consente al bambino di “difendersi” da aggressioni reali o immaginarie presenti nell’ambiente intorno a lui. Quando si sentirà in pericolo o qualcosa che non desidera si avvicina troppo al suo volto, il bebè ruoterà la testa da una parte o dall’altra, quasi ad annullare la provenienza della sua paura.

Fino ai quattro-sei mesi potrete osservare nel bebè anche il riflesso di Moro, dal nome del pediatra che per primo lo ha studiato. Un riflesso che porta il bambino ad allargare gambe e braccia di scatto in corrispondenza con rumori forti nell’ambiente circostante. Questo movimento potrebbe impaurire o mettere a disagio il bambino: non a caso, nei primi mesi di vita, al neonato piace molto stare fasciato, contenuto e raccolto.

Riguarda mani e piedi invece il riflesso di presa: si tratta del tenero ma involontario movimento che fa sì che il neonato stringa un vostro dito nella sua piccola mano. Diventerà un gesto volontario intorno ai sei mesi. Per quanto riguarda i piedi, sfiorando al neonato la pianta del piedino, dovreste osservare una flessione delle dita: è un movimento analogo a quello delle mani, in questo caso destinato a sparire intorno all’anno di vita.

Molto simpatico da osservare è il riflesso della marcia automatica, anch’esso destinato a sparire entro alcuni mesi: è la premessa dell’atto del camminare, che arriverà normalmente entro i 12-15 mesi. Sorreggendo il bambino, in modo che i piedi poggino delicatamente su una superficie, vedrete il bebè flettere automaticamente le gambe e muovere i piedini come in un accenno di camminata.

Toscana, 34 anni, giornalista da più di 10, sono mamma di Giovanna e Damiano. Su PassioneMamma.it trovate il diario settimanale della mia seconda gravidanza e tanti articoli che nascono dalla vita di tutti i giorni di una "bis-mamma". Email: a.fedeli@passionemamma.it

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