foto_depressione
Depressione in gravidanza: come affrontarla

E’ molto più frequente sentir parlare di depressione post parto, ma ciò non significa che una simile patologia non possa manifestarsi anche durante la gravidanza. Non a caso, pur essendo un argomento scientificamente trascurato, la depressione in gravidanza colpisce fino al 20% delle donne le quali il più delle volte presentano un grado rilevante di familiarità con questa malattia, nonché un mancato sostegno sociale e un ambiente familiare sfavorevole.

La gravidanza rappresenta una fase determinante nel percorso di crescita di una donna e i rapidi cambiamenti fisici e psicologici comportano inevitabilmente una maggiore vulnerabilità, sensibilità ed emotività. L’irrequietezza può essere accompagnata da tristezza, disperazione, oppressione e sfociare in pianti frequenti, demotivazione, perdita di interesse in ciò che prima piaceva, scarso appetito, alterazioni del sonno, difficoltà a concentrarsi. Questi alcuni tra i più frequenti sintomi di depressione oltre alla svalutazione di sé, l’isolamento, somatizzazioni, ansia ed estrema irritabilità.

La depressione se non curata, specie in gravidanza, può essere molto dannosa non solo per la donna ma anche per il piccolo, il quale avverte le sensazioni e gli stati d’animo della mamma. Un’ esposizione prolungata a situazioni fortemente stressanti che inducono ad uno stato depressivo può, infatti, avere ripercussioni sulla salute del feto causandone un ritardo della crescita con conseguenze negative sul suo sistema immunitario e indurre a un parto prematuro, prima cioè delle 37 settimane di gestazione, con un maggior rischio di infezioni per la donna in gravidanza.

Sulla base di ciò dunque non bisogna sottovalutare eventuali segnali di depressione in gravidanza, dare ascolto a ciò che si sente e prova dentro di sé potrebbe essere importante per la neo mamma al fine di procedere con una richiesta di aiuto che, in base alla gravità della sintomatologia, può condurla verso un intervento di psicoterapia mirato con ricorso, se necessario, a farmaci antidepressivi.

Il mio particolare interesse alla prima infanzia nonché la mia dedizione al sostegno e supporto della famiglia e in particolare della coppia genitoriale mi ha spinta a conseguire la laurea in Psicologia e il diploma AIMI divenendo Insegnante di Massaggio Infantile, un'esperienza di profondo contatto affettivo tra neo genitori e neonati tra 0 e 12 mesi. Email: a.antogiovanni@passionemamma.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *