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Come far capire al bambino che non si può comprare tutto

Abbiamo parlato tante volte di risparmio, crisi, consigli per i genitori su come risparmiare pur non facendo mancare nulla ai nostri bambini: di utile ma anche di diletto. Stavolta vogliamo che anche i bambini inizino a imparare il significato del denaro, a cosa serve e che non si può comprare tutto quello che si vuole.

Con i no che ogni genitore deve imparare a dire davanti alle richieste sempre più ampie dei nostri figli; i no che fanno parte di ogni percorso educativo, e che servono a insegnare ai nostri bambini: le regole, gli stili di vita, gli obblighi e i doveri, e anche che i genitori non possono comprare tutto quello che loro vogliono.

L’economista e padre Davide Ciferri che ha scritto anche un libro per spiegare l’economia ai bambini “Economia! Una scienza da scoprire, dal baratto allo spread” ci dà dei semplici consigli: far capire che i soldi non si trovano per terra, ma che sono frutto del lavoro dei genitori, come fare?

Portando semmai i nostri figli, se possibile, un giorno al lavoro con noi, per mostrargli cosa fanno mamma o papà tutto il giorno, ma anche che da quel loro tempo davanti al computer o in ufficio o in un negozio (a seconda del luogo di lavoro) c’è un ritorno, un pagamento, perché ogni ora di lavoro ha un valore e questo viene conteggiato e dato tutto con uno stipendio che arriva a fine mese.

Perché ogni ora di impegno ha un valore, come anche il tempo che il bambino passa all’asilo o a scuola dove impara tante cose ed è proprio questo il valore della scuola, al di là dei soldi che di certo non si guadagnano a scuola (anche questo è da spiegare bene ai nostri figli: ci dice Ciferri).

I soldini però si possono guadagnare facendo dei lavoretti a casa, ma non sempre, perché molte cose nostro figlio deve imparare a farle a prescindere dalla ricompensa che riceverà, ricordatevelo!

L’importanza del salvadanaio, lo segnalano tutti gli educatori, per gratificare con il risparmio il raggiungimento di un risultato, come l’acquisto di una cosa tanto desiderata. Che solo non spendendo subito i soldi che si hanno, si può ottenere!

E poi la paghetta, di cui abbiamo parlato anche noi qui, per insegnare al bambino, quando è un po’ più grande, che se non usa oculatamente i suoi soldi settimanali o mensili, poi rimarrà senza. Quindi per insegnargli ancora, che i soldi, un momento ci sono e un altro no, questo dipende da come si impara ad usarli.

Ricordo ancora quando da bambina mio papà giocando a carte con me, dove io vincevo sempre, volle insegnarmi a non giocare mai soldi: per fare ciò pungolo la mia superbia di vincitrice, invitandomi a scommettere le mie 10.000 di allora, il mio regalo della nonna per Natale; e quando io persi quella volta, partita e soldi e piansi per la delusione, imparai così che i soldi non vanno mai sprecati e usati per cose inutili come scommesse o altro! Una lezione che, data così, era impossibile dimenticare! 🙂

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Ho iniziato a lavorare per le mamme nel 2007, per un programma televisivo e per vari portali, e le donne mamme italiane mi hanno adottato, anche se non sono ancora una mamma come loro, si sono sentite sempre capite e ascoltate da me (così mi dicevano quando facevo la redattrice tv) e questo mi ha riempito d'orgoglio, oltre che farmi imparare tante cose sulle donne in generale. Scrivere di mamme è una cosa che mi ha messo in contatto con il lato più delicato, ma anche forte della femmine mamme italiane. Email: e.citro@passionemamma.it

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