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Come capire se il bambino ha problemi di udito

L’udito del bambino si sviluppa quando lui si trova ancora nella pancia. La corteccia celebrale, infatti, riceve sufficienti stimoli dall’esterno (la voce della mamma, la musica) per abituarsi dopo la nascita ad assimilare ed elaborare i suoni che tra i 10 e i 18 mesi gli consentiranno di imparare a parlare. Fin dai primi giorni di vita il neonato riesce a percepire i rumori che diventano sempre più definiti con il trascorrere dei giorni. Per questo è importante parlare al proprio bambino fin dall’inizio e captare una serie di segnali che possono rivelare l’esistenza di qualche problema di udito.

Individuare eventuali problemi di udito e intervenire quanto prima è di fondamentale importanza perché solo in questo modo sarà possibile evitare l’insorgere di problemi di apprendimento del linguaggio. Perciò se i genitori hanno anche il minimo dubbio, è necessario consultare uno specialista per eseguire i controlli necessari.

Se un bambino ha un udito sano certamente ‘salta’ se all’improvviso avverte un suono forte, voltando per istinto la testa verso l’origine di quel rumore. Già a due mesi il bambino riesce a percepire suoni di intensità e tonalità diversa; tra i 3 e i 4 mesi riconosce la voce dei genitori e comincia ad articolare alcune consonanti e alcune vocali. Tra i 5 e i 6 mesi ride ed emette suoni simili a paroline (la cosiddetta lallazione). Tra gli 8 ed i 9 mesi inizia ad associare gesti e oggetti con le parole che li rappresentano. Tra gli 11 ed i 12 mesi inizia a dire le sue prime paroline. Se questo percorso avviene secondo questi tempi, l’udito del bimbo funziona normalmente.

Se, invece, tutto ciò non avviene, è opportuno rivolgersi ad uno specialista. Soprattutto se il bimbo non si gira o salta in caso di rumori forti, non riconosce la voce dei genitori, non emette i primi suoni, non risponde quando gli si parla; inizia a parlare più tardi rispetto ai coetanei (in questo caso potrebbe trattarsi anche di qualche altro problema).

Eventuali problemi di udito nei bambini possono essere ‘segnalati’ anche da stati d’animo, per esempio un bimbo che non sente bene può apparire arrabbiato oppure particolarmente timido e tendente all’isolamento. Spesso appaiono tristi perché hanno difficoltà a capire bene cosa dicono gli altri e alla fine della giornata possono essere più stanchi per lo sforzo eccessivo che fanno.

A ogni modo il consiglio è di rivolgersi a uno specialista anche se abbiamo un solo dubbio che ci sia qualcosa che non va nel nostro bambino.

Giornalista per caso e mamma per scelta, da oltre dieci anni mi diletto con la scrittura collaborando con quotidiani della provincia di Latina, emittenti tv e siti web. Poi, nel 2012, lo 'scoop' della mia vita, mio figlio Francesco, oramai la mia principale fonte d'ispirazione. Email: r.recchia@passionemamma.it

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