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Bambini e nei: quello che c’è da sapere

Un adulto in media ha sul corpo tra i 30 e i 40 nei (o nevi). Un bebè ne ha appena l’1% ed è quindi naturale che con il passare del tempo sul suo corpicino ne spunteranno molti altri. Questo non deve assolutamente agitare le mamme visto che si tratta di un percorso fisiologico, eppure studi recenti confermerebbero l’aumento eccessivo di visite di controllo a cui i genitori sottopongono i propri figli. Al contrario gli esperti assicurano che il rischio di melanoma esiste tra i 25 e i 44 anni, dunque non servirebbero visite prima di quell’età.

Ovviamente questo non vuol dire non tenere d’occhio i nei dei nostri bambini, soprattutto quando ce ne sono di congeniti e di grandi dimensioni (diametro superiore ai 20 cm). Altri fattori da non sottovalutare sono il fototipo della pelle (a rischio quello con pelle chiara, lentiggini, occhi chiari e vulnerabilità all’eritema), se in famiglia ci sono stati già casi di melanomi, se il neo ha una forma e un colore irregolari oppure se è troppo grande. In questi casi l’evoluzione del neo congenito e la comparsa di altri vanno tenute d’occhio.

Per valutare le modificazioni che durante la crescita subiscono nei congeniti e atipici, il dermatologo può prescrivere una epiluminescenza. Tra l’altro è l’unico tipo di esame che può essere fatto per controllare i nei dei bambini, mentre è inutile fare la mappa dei nei visto che si modificano e aumentano con gli anni.

Prima che il bambino abbia compiuto il suo primo anno di vista è possibile asportare i nei congeniti molto grandi con l’anestesia generale (l’ideale sarebbe farlo nelle prime due settimane di vita), mentre per quelli atipici congeniti piccoli e medi vanno monitorati e tolti dopo qualche anni con l’anestesia locale.

Dal momento che sta per arrivare l’estate il consiglio è di proteggere il più possibile la pelle delicata dei bambini usando una crema protettiva con fattore massimo ed evitare l’esposizione al sole nelle ore più calde del giorno informandosi per bene su come e quando esporli.

Giornalista per caso e mamma per scelta, da oltre dieci anni mi diletto con la scrittura collaborando con quotidiani della provincia di Latina, emittenti tv e siti web. Poi, nel 2012, lo 'scoop' della mia vita, mio figlio Francesco, oramai la mia principale fonte d'ispirazione. Email: r.recchia@passionemamma.it

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