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Tumore al seno: l’ultima grande innovazione

A Modena una nuova importantissima innovazione nel campo della chirurgia oncologica della sfera genitale femminile è stata compiuta. Si tratta di una strumentazione che sarà senz’ altro d’ aiuto alla lotta contro il tumore al seno.

Il tumore alla mammella costituisce la forma tumorale maggiormente diffusa per le donne. Si tratta di una patologia potenzialmente grave se non viene presa in tempo, proprio per la probabile degenerazione cellulare in direzione della malignità.

La classificazione è vasta, partendo proprio dalla distinzione sulla base dell’ invasività , così come è altrettanto vasta la descrizione della stadiazione (da una specifica localizzazione alla metastasi in altri organi). Il tumore al seno non presenta una sintomatologia specifica, mentre si riscontra immediatamente una o più massa palpabile dall’ esterno. Proprio per questo motivo è importante che ci sia una corretta prevenzione ed informazione (ricordando il ruolo chiave giocato da mammografia ed ecografia della mammella nella diagnosi precoce).

Oltre alla chemioterapia e alla radioterapia, la chirurgia è uno degli step più importanti per ridurre la massa tumorale (secondo diversi schemi di azione individuali). Proprio partendo dalla chirurgia i ricercatori del Policlinico di Modena sono riusciti ad ottenere uno strumento per la terapia chirurgica e la diagnosi intraoperatoria.

Si tratta di una sonda molecolare (OSNA) che garantisce la possibilità di analizzare il linfonodo sentinella in un tempo record: 30 minuti, invece che 7-10 giorni con le precedenti tecniche.

Ciò permette di avere notizie precise sulla benignità o malignità del tumore nel corso dell’ operazione, proprio per poter decidere tempestivamente se asportare o meno una neoformazione.

Il prof. Giovanni Tazzioli, responsabile della Struttura di Chirurgia Oncologica e Senologica dice: “La biopsia del linfonodo sentinella – Percorso Senologico presso l’Azienda Ospedaliero – Universitaria Policlinico di Modena – serve a valutare la diffusione a livello di sistema linfatico della neoplasia mammaria nel cavo ascellare. Essa, quindi, è fondamentale per decidere l’estensione dell’asportazione del tumore e il piano terapeutico. Con la metodica tradizionale, però, l’esame impone tempi di risposta di 7-10 giorni, perché lo studio del campione si basa sull’indagine di molteplici sezioni del frammento prelevato e indagini approfondite per la ricerca delle micrometastasi. Questo ritardo obbliga a una scelta: eseguire la biopsia prima dell’intervento, in modo da avere i risultati al momento opportuno o farla durante l’intervento col rischio, in caso di esito, positivo di dover sottoporre la paziente a un secondo intervento per la dissezione del cavo ascellare.”

L’apparecchiatura è stata data in prova per 3 mesi dalla ditta Sysmex Life Science, per uno studio su un 80 pazienti, e viene usata dal personale dell’Anatomia Patologica. Una volta completata la sperimentazione, OSNA diventerà uno strumento di prassi per il Policlinico nell’analisi del linfonodo sentinella.

23 anni di Catanzaro - ORGOGLISAMENTE Ostetrica. E' l' avventura più bella che potessi immaginare di vivere: testimone della vita che nasce. "Ho visto in sala parto la potenza delle cose" il mio motto. Animatrice per bambini, conduttrice di corsi di preparazione al parto, Ost.ca volontaria in Ospedale. Possiedo un master presso l' Università di Firenze, con diverse competenze ecografiche e cliniche. Email: c.polizzese@passionemamma.it

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