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Perché il bebè perde tanti capelli?

Uno degli eventi più normali e comuni che possono accadere nei primi mesi di vita è che il nostro bebè perda…il pelo, quella deliziosa lanugine che ricopre la sua testolina fin dalla nascita e che si è formata durante i nove mesi di gravidanza. La cosiddetta ‘lanugo’ è destinata a scomparire e a essere sostituita dai veri e propri capelli, il tutto intorno al primo anno di vita del bambino. Ma perché avviene questo ricambio?

La ragione fondamentale di questo processo sta nel fatto che i ‘sacchetti’ con all’interno la radice del futuro capello impiegano all’incirca 365 giorni per maturare completamente. Ed è solo a questo punto che sulla testa del bambino compaiono quelli che possiamo considerare come i suoi veri capelli, con un colore, un aspetto e anche una consistenza ben diverse rispetto alla peluria con la quale era nato. Da questo momento avrà una capigliatura geneticamente simile a uno dei genitori, mentre al momento della nascita potrebbe avere una peluria di un colore completamente diverso da quello di mamma e papà.

Quindi, care mamme e cari papà, non lasciamoci prendere dal panico se intorno al terzo mese la testa di nostro figlio potrebbe apparire ‘chiazzata’ per l’improvvisa perdita della lanugo, soprattutto dietro le orecchie e sulla nuca: è un processo, come già detto, assolutamente fisiologico e prevedibile. Per questo motivo sono sconsigliati, se non addirittura dannosi, eventuali interventi per frenare la caduta della peluria, per esempio ricorrendo a lozioni e shampoo che non farebbero altro che male al bebè.

Quello che, invece, va fatto è mantenere la testolina sempre pulita dalle secrezioni di sebo e la crosta lattea che nei primi mesi sono molto abbondanti e rischiano di irritare il cuoio capelluto del bimbo. Basterà lavare la testina un paio di volte a settimana con prodotti ovviamente specifici per l’infanzia, massaggiando con estrema delicatezza e risciacquando per bene.

Solo in caso molto rari può capitare che la caduta della lanugo sia spia di una patologia del bambino che va trattata con apposite medicine, per esempio la presenza dei pidocchi.

Giornalista per caso e mamma per scelta, da oltre dieci anni mi diletto con la scrittura collaborando con quotidiani della provincia di Latina, emittenti tv e siti web. Poi, nel 2012, lo 'scoop' della mia vita, mio figlio Francesco, oramai la mia principale fonte d'ispirazione. Email: r.recchia@passionemamma.it

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