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I 5 errori comuni di una madre alle prese con il figlio neonato

Che sia una primipara attempata o meno, è pur sempre comune in tutte le neo genitrici commettere degli sbagli innocui appena si mette al mondo il primogenito. Abbiamo così raccolto 5 errori comuni ad ogni mamma, chi ha già dei figli ormai non più piccoli riconoscerà di aver compiuto almeno uno di questi punti, mentre chi è in dolce attesa potrà evitarli.

Errore n.1: offrirgli il latte di continuo per sedare il pianto, attaccandolo automaticamente al seno o porgendogli il biberon credendo che il bebè sia affamato. E’ giusto l’allattamento a richiesta, ma non è detto che il neonato pianga solo per la fame, è importante osservarlo per imparare a capire il suo linguaggio corporeo, infatti la sua può essere una richiesta diversa da quella del cibo, come il sonno, qualche colica o voglia di cambiare semplicemente posizione.

Errore n.2: abituarlo alle braccia, prendendolo a sé ad ogni lamento, mantenendo così un contatto esclusivo con la madre. Ben presto diverrà una brutta abitudine, difficile da togliere per il bebè che magari si accontenterà pure di non esser preso dalla stessa mamma, ma vorrà comunque stare in braccio a qualcun’altro componente della famiglia.

Errore n.3: arriva il momento della nanna ed ecco che sono banditi i suoni. Nessun tipo di rumore e luce quando si dorme per richiamare un quieto riposo, si fa infatti in modo che venga predisposto un silenzio tombale senza far penetrare nessun raggio di sole nella camera dove il piccolo ha chiuso gli occhi. Ciò può rivelarsi un deterrente : qualora si dovesse decidere di uscire col giorno, il bebè non si addormenterebbe facilmente.

Errore n.4: il ciuccio. E’ uno degli sbagli maggiori perché oltre ad esser difficile da eliminare in futuro, per la sua dipendenza a volte ipnotica da parte del bebè, potrebbe anche arrecare a lungo andare deformazioni del palato.

Errore n.5: succede soprattutto per le madri troppo apprensive e cioè ascoltare i consigli degli altri senza sentire le esigenze del neonato. Ogni bambino è diverso, i paragoni con i suoi coetanei sono inutili, come anche fare determinate azioni soltanto perché a dirlo è un parente o vicino con più esperienza. I tempi sono cambiati, magari ciò che andava bene 30 anni fa ad un bebè oggi con la scoperta di nuovi metodi non funziona più. Bisogna prendere con le pinze i consigli degli altri e soprattutto seguire l’opinione pediatrica che è quella giusta, altrimenti si rischia di non ascoltare i veri bisogni del neonato perdendosi così tutto il bello di questa prima fase della sua vita.

Sono laureata in Arti e scienze dello spettacolo Teatrale dell'Università "La Sapienza". Mi occupo di teatro recitando in diverse compagnie, e da quando sono madre amo raccontare ciò che vivo con il mio bimbo studiando scrupolosamente e "rubando" i racconti delle mie amiche madri per poi trascriverne il contenuto. Approdo al Blog con la voglia di creare confronti fra genitrici proprio come si farebbe su di una panchina di un parco. Email: c.spedaliere@passionemamma.it

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