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Come superare l’imbarazzo di allattare in pubblico

Il tema dell’allattamento in pubblico e un tema sempre aperto, che si presenta come dibattito in forme e con argomenti diversi, per esempio a inizio anno c’è stato il caso della donna censurata su internet perché aveva pubblicato una sua foto mentre allattava il suo bambino e il social network aveva bollato la foto come “nudità” e quindi l’aveva cancellata.

C’era stata a quel punto una sollevazione della rete e così gli amministratori del social si erano corretti, ma questo aveva fatto discutere per qualche giorno anche sulla libertà della donne di poter allattare quando c’è bisogno anche in pubblico, e se questo sia un atto di esibizionismo, un atto sensuale o un semplice gesto naturale.

Naturalmente dipende dalle culture: in Africa per esempio è naturale – non solo in territori selvaggi, ma anche in città più avanzate – le donne di colore allattano liberamente in pubblico, invece noi che ci definiamo civiltà evoluta quanto lo siamo veramente?

Senza voler aprire un dibattito culturale o storico sul tema, per cui forse non sono neanche preparata, voglio ora solo dare dei consigli su come e dove allattare in pubblico se ce n’è bisogno, perché quando nostro figlio chiama e piange non c’è ragione o imbarazzo che tenda!

Da piccola mi ricordo che mi imbarazzava vedere le donne che allattavano, ma ero piccola e non sapevo neanche che significava, chissà se anche i nostri figli più grandi si imbarazzano quando ci vedono allattare i fratellini o sorelline, ma questo bisognerebbe chiederlo a loro. E spiegargli, nel caso, che anche loro mangiavano così da più piccini, perché la mamma continua a nutrire il proprio bambino – cosa che faceva mentre era nella pancia per 9 mesi – anche quando nasce, perché il suo seno naturalmente produce latte per il nuovo nato.

Naturalezza, questa è la parola chiave per l’argomento credo. Volendo andare invece sul pratico, le mie amiche mamme mi dicono che ci sono tanti tipi di magliette, in vendita su internet e forse anche in qualche negozio specializzato, con dei buchi speciali per far uscire solo la porzione di seno che serve, quando serve, senza spogliarsi totalmente, per rendere appunto l’allattamento il più comodo possibile e anche discreto.

Una mia amica ha provato ad allattare anche mentre il bimbo era nella fascia, ed è riuscita a regolare la fascia in modo da poter allattare senza che semmai nessuno guardandola anche per strada potesse rendersene conto. E sicuramente una fascia per bebè è più economica di qualche maglietta disegnata apposta, anche se presa su internet, che poi dopo l’allattamento che ce ne facciamo?

A Milano ci sono 50 baby pit stop, cioè 50 negozi che hanno l’adesivo «Happy Popping» dove le mamme troveranno una postazione comoda per allattare se non vogliono stare per strada e venire incontro all’esigenza del proprio bambino che semmai ha fame mentre sono fuori a passeggiare o a far spese. Dal 2013 è sorta questa iniziativa, che è stata seguita da altre città italiane in modalità e tempi diversi, grazie anche all’Unicef. Ma io penso che anche gli uffici pubblici, dovrebbero dare il buon esempio, offrendo per esempio le poste, gli uffici comunali una zona per le mamme che sono in fila a fare cose burocratiche.

A Venezia grazie all’aiuto di uno sponsor avevano sperimentato sempre nel 2013 questo servizio in 5 uffici comunali, chissà se poi è proseguito o è stata solo una mossa pubblicitaria dello sponsor per far parlare di sé sui giornali.

Certo oltre alle istituzioni che devono venire incontro alle mamme, anche le mamme si devono liberare delle loro vergogne, perché se capita che una donna critica un’altra donna mamma perché allatta in pubblico mi sa che c’è ancora molta strada da fare nel nostro paese. E’ capitato anche questo a un’altra amica, e voi mamme che ci leggete, che ne pensate?

Ho iniziato a lavorare per le mamme nel 2007, per un programma televisivo e per vari portali, e le donne mamme italiane mi hanno adottato, anche se non sono ancora una mamma come loro, si sono sentite sempre capite e ascoltate da me (così mi dicevano quando facevo la redattrice tv) e questo mi ha riempito d'orgoglio, oltre che farmi imparare tante cose sulle donne in generale. Scrivere di mamme è una cosa che mi ha messo in contatto con il lato più delicato, ma anche forte della femmine mamme italiane. Email: e.citro@passionemamma.it

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