foto_fratello_down

Come spiegare a un bambino l’arrivo di un fratellino Down

L’arrivo di un fratellino o una sorellina può rappresentare un evento destabilizzante per il primogenito, il quale sperimenta il timore di perdere le attenzioni di mamma e papà, dapprima riservate esclusivamente a lui. E’ per questo importante che siano i genitori stessi a comunicare la novità scegliendo il momento giusto e cercando di valorizzare, non tanto l’attesa di un compagno di vita con il quale crescere insieme, ma il ruolo di fratello maggiore che si dovrà assumere da ora in poi. Ma come spiegare al proprio bambino che il fratellino o la sorellina in arrivo ha una sindrome di Down?

Nonostante la forte tendenza di ogni società al pregiudizio celato molto spesso dietro un sentimento di compassione nei confronti della disabilità, spiegare al proprio bambino che la cicogna questa volta porta con sé un piccolo dai bisogni speciali è meno complesso di quanto sembri.

I bambini sono, infatti, dotati di una grande capacità di accogliere la diversità come unicità, non sarà dunque difficile far comprendere loro cosa abbia di speciale il fratellino in arrivo. Tuttavia, è fondamentale che i genitori siano disponibili a fornire risposte chiare, rassicuranti ed empatiche ad eventuali domande nonché informazioni basate su esempi concreti riguardo al concetto di ritardo mentale, che nella sindrome di Down può manifestarsi in maniera più o meno grave.

Molti genitori, al contrario, preferiscono non affrontare il discorso per evitare al proprio figlio la sofferenza che hanno provato loro al momento della diagnosi. Ma numerose ricerche su famiglie di persone con sindrome di Down hanno permesso di rilevare aspetti positivi sui fratelli e sul loro rapporto. Essi infatti risultano essere più maturi socialmente, più riflessivi, responsabili, affettuosi, generosi, flessibili e in grado di manifestare comprensione per le differenze individuali e di tollerare i cambiamenti.

In definitiva, potrebbe essere utile per il bambino, al fine di comprendere meglio i bisogni speciali del fratellino o sorellina in arrivo, utilizzare una bambola per mostrare cure e attenzioni di cui necessiterà il nuovo arrivato consentendo di sperimentare i cambiamenti che si realizzeranno. A tal proposito sarà importante coinvolgere il bambino, rendendolo partecipe per tutto il periodo gestazionale. Sarà fondamentale, inoltre, porre attenzione alle emozioni vissute dal bambino aiutandolo a comprenderle meglio assumendone consapevolezza e a neutralizzare quelle negative.

Il mio particolare interesse alla prima infanzia nonché la mia dedizione al sostegno e supporto della famiglia e in particolare della coppia genitoriale mi ha spinta a conseguire la laurea in Psicologia e il diploma AIMI divenendo Insegnante di Massaggio Infantile, un'esperienza di profondo contatto affettivo tra neo genitori e neonati tra 0 e 12 mesi. Email: a.antogiovanni@passionemamma.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *