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Come far dormire un bambino con il sacco-nanna

“Dorme la notte?” è la domanda che i neogenitori si sentono fare più spesso quando nasce un bambino. Quello che è un ciclo naturale e un fatto da imparare per il bebè – il dormire – può diventare qualcosa di problematico, se non si sa com’è articolata una notte-tipo da 0 a 12 mesi e come la si può gestire al meglio.

Tra i tanti metodi utilizzati per far dormire un bambino c’è il sacco-nanna. Non si tratta propriamente di una metodica decodificata, come quelle di alcuni specialisti del sonno più o meno apprezzati. Certo è che tante mamme vedono dormire felici i loro neonati al calduccio del sacco-nanna e, di conseguenza, passano notti più serene anche i genitori.

Cos’è un sacco-nanna e come utilizzarlo per far dormire un bambino? E’ una specie di sacco a pelo a misura di bebè. Si chiude con una cerniera o con dei bottoni automaciti e consente al piccolo di passare la notte senza scoprirsi: anche se il bebè si muove molto durante la nottata, non sentirà cambiare la temperatura e dunque, con tutta probabilità, non si sveglierà per il freddo.

Ce ne sono sostanzialmente di due tipologie: il vero e proprio sacco-nanna, appunto a forma di sacco a pelo, e il copripigiama, una sorta di tutona con gambe e braccia da mettere sopra al pigiama del bambino. Anche il copripigiama ha lo stesso obiettivo del sacco-nanna: evitare di utilizzare le coperte, che il bambino sposta durante la notte, e far in modo che il piccolo non senta freddo nelle ore notturne.

Per quanto riguarda le taglie si va dallo zero fino ai 48 mesi: alcuni sono allungabili, in modo da poter essere utilizzati da 0 a 12 mesi. Ce ne sono di tutte le pesantezze: da quelli estivi fatti come una sorta di lenzuolo, fino a quelli per le temperature più basse dell’inverno. Alcuni sacchi hanno anche le maniche, mentre altri lasciano libere le braccia.

Il sacco-nanna piace ai genitori, ma anche ai bambini: si sa che ai piccolissimi, specie nei primi mesi di vita, i neonati hanno bisogno di sentirsi “contenuti” in un abbraccio, una sensazione che ricorda loro la vita intrauterina e li fa stare tranquilli. Stare dentro un sacco-nanna può favorire questa sensazione di contenimento e abbraccio, che i bambini, con il tempo, impareranno ad apprezzare.

Quando si mette un bambino a dormire in un sacco-nanna bisogna avere l’accortezza di non vestire eccessivamente il piccolo: il suo corpo non sa ancora termo-regolarsi e si rischia di farlo sudare. Se si utilizza un sacco-nanna invernale, per esempio, è sufficiente mettere al bebè, oltre al body, un pigiamino di cotone e i calzini.

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Toscana, 34 anni, giornalista da più di 10, sono mamma di Giovanna e Damiano. Su PassioneMamma.it trovate il diario settimanale della mia seconda gravidanza e tanti articoli che nascono dalla vita di tutti i giorni di una "bis-mamma". Email: a.fedeli@passionemamma.it

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