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Baby Blues e depressione post partum: come riconoscerle!

La nascita di un bimbo è un evento sconvolgente. Il piccolo richiede presenza costante ed impegno soprattutto da parte della mamma che nei primi mesi di vita si dedica quasi esclusivamente a lui. Questo notevole cambiamento, assieme agli sbalzi ormonali del post partum, può indurre l’insorgenza di quello che viene definito il baby blues.

Quasi l’80% delle neo mamme attraversa nelle due o tre settimane successive al parto questo disturbo dell’umore caratterizzato dal pianto facile, umore depresso ed ansioso, senso di spossatezza e timore di non essere in grado di prendersi cura del bambino. Generalmente una ventina di giorni dopo, in seguito all’assestamento del riequilibrio ormonale questo leggero stato depressivo scompare lasciando il posto ad una più serena routine di mamma. Ci sono casi in cui, però, questo malessere persiste sfociando in una vera e propria depressione post partum.

Questa si manifesta dopo un mese dal parto e può perdurare fino al primo anno di vita del bambino. I sintomi con cui si manifesta la depressione post partum sono l’eccessiva preoccupazione o ansia per la salute del neonato, disturbi del sonno, inappetenza o smisurato appetito, dolori e debolezza muscolare, sensazione di fastidio e apatia nei confronti del bambino, incapacità di gestirlo e timore nel dover restare da sola con lui. E’ necessario che la mamma riconosca questi segnali, acquisti consapevolezza e senza inutili sensi di colpa richieda aiuto e sostegno specializzato per tentare di superarla nel più breve tempo possibile. Parlarne e confrontarsi con persone di fiducia (il proprio partner, familiari o amiche neo mamme) è un primo passo: insieme si può scegliere quale strada intraprendere. Un trattamento psicologico individuale o di coppia può sostenere la neo mamma in questa delicata fase della vita, che consegue al parto, e aiutarla a conquistare fiducia in sé stessa e a vivere la maternità con più ottimismo e serenità.