foto_allattamento

Allattamento al seno: tutti i benefici

L’allattamento materno è sempre l’opzione da preferire quando, ovviamente, si ha la possibilità di scegliere. E’ risaputo ormai che il latte della mamma è un alimento ricco di nutrienti, nelle giuste proporzioni, e da solo è in grado di soddisfare completamente il fabbisogno del neonato. L’allattamento esclusivo al seno infatti, apporta tanti benefici sia alla mamma che al bambino ed è costantemente oggetto di studi che ne confermano ogni volta le proprietà, portandone all’attenzione di nuove, sempre però benefiche.

Dal primo al sesto giorno dopo il parto, il colostro (così si chiama il primo latte prodotto), contiene la giusta proporzione tra proteine e sali minerali che servono al neonato per combattere il calo fisiologico dovuto alla perdita di liquidi alla nascita. Dal sesto giorno il latte non si chiama più colostro ma latte di transizione, appunto perché in questa fase comincia a maturare dal punto di vista dei nutrienti, in base alle esigenze del bambino che cresce. Dal quindicesimo giorno il latte viene detto maturo, ricco di lipidi e glucidi, la sua composizione resterà invariata fino allo svezzamento.

Il beneficio più importante apportato dal latte materno consiste negli anticorpi, i quali incrementano le scarse difese immunitarie che il neonato possiede, aiutando a combattere quei patogeni con cui il piccolo viene a contatto sin dalla nascita.

Da non sottovalutare, oltre ai benefici fisici, i molteplici vantaggi dal punto di vista psicologico soprattutto in termini di relazione madre-figlio. Viene in questo modo soddisfatto il bisogno di contatto del neonato che oltre a nutrirsi si tranquillizza tra le braccia della madre.

Non si scoraggino dunque quelle madri che non trovano semplice fin da subito le operazioni di “attaccamento al seno”. Per prima cosa perché nei centri di nascita, oggigiorno, si da assoluta priorità alla questione, trovando la guida e la disponibilità del personale sanitario che aiuta la mamma, mostrando le modalità pratiche di svolgimento delle prime poppate. In secondo luogo perché sono diversi i fattori che possono influire, scoraggiando la neo mamma. Un capezzolo piccolo o introflesso potrebbe rendere difficile la suzione del neonato. A far fronte a questo problema, in commercio esiste una grane quantità di tiralatte e copri capezzolo in silicone o altro materiale. Un altro problema può essere la presenza di un ingorgo mammario o ragadi. La pronta soluzione a nell’effettuare impacchi di acqua calda nel primo caso, e l’applicazione di oli idratanti nel secondo. Non  si lasci scoraggiare in fine, dalla sensazione di non avere latte fin da subito. Dopo il parto infatti, il seno comincerà lentamente a gonfiarsi e indurirsi, segno che la produzione è in atto. Sarà proprio il piccolo che nutrendosi e succhiando stimolerà il riflesso di suzione, innescando il meccanismo di produzione del latte.

Sono una giovane mamma di 30 anni. Il mio passatempo preferito è cercare di sopravvivere alle mie tre piccole pesti! No, scherzo, non voglio spaventare nessuno, è bello e appagante (anche se a volte faticoso) il mestiere di mamma! I miei interessi sono molteplici, mi piace leggere, scrivere, ascoltare, informarmi e, perché no, informare! La mia frase preferita? Nihil difficile volenti! Email: f.mattera@passionemamma.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *