2 novembre: come spiegare questa giornata ai bambini

Commemorazione dei defunti: come spiegarla ai bambini

La morte: troppo dolorosa, troppo difficile da spiegare ad un bambino. Questo perché si ha la convinzione che tematiche del genere siano tropo lontane dal loro mondo, così gioioso ed ingenuo. Eppure non è possibile far finta che la morte non esista. Manca poco per la giornata della commemorazione dei defunti quindi vediamo quali sono le parole giuste da usare con loro in questa occasione…

La morte

Tra i temi più difficili da affrontare con i bambini rientra proprio la morte. Questo perché spesso manca il coraggio di raccontar loro dei dolori e delle sofferenze. Si pensa sempre che il loro mondo debba essere fatto solo ed esclusivamente di gioia, giochi e serenità.

Eppure non è possibile vivere in una campana di vetro. Questi piccoli prima o poi diventeranno grandi e dovranno affrontare il mondo. E quando arriverà il momento di assaporare la vita vera, ecco che questa non sarà proprio fatta solo di cose belle e spensierate.

Bisogna capire dunque che certi argomenti possono essere trattati con loro. Ovviamente il tutto va fatto con delicatezza ed utilizzando le parole giuste. Non occorrono paroloni né ciniche spiegazioni.

2 novembre

La commemorazione dei defunti è celebrata il 2 novembre, giornata in cui è consuetudine andare al cimitero. Il fiore, simbolo della “festa dei morti” è il crisantemo, la cui fioritura avviene proprio in questo periodo.

Con i bambini è possibile realizzare un crisantemo con della carta crespa. Per fare ciò occorrono due striscioline di carta crespa colorata con altezza differente. Su queste vanno fatti dei tagli ravvicinati ma non lunghi quanto la strisciolina, quindi va lasciato dello spazio.

Dopodiché le stesse vanno arrotolate attorno ad una matita o ad una cannuccia facendo attenzione ad incollare dapprima quella più bassa e poi quella più alta.

Il racconto del bruco

L’immagine della farfalla, usata per narrare il cammino della vita, è quella che forse può esserci utile per trovare le parole giuste.

Ecco dunque il “racconto del bruco” tratto dal blog Dadapasticciona:

In un grande prato verde vivevano dei bruchi. Erano tutti amici ed insieme lavoravano per procurarsi il cibo, trovare un rifugio per la notte e fare scorte per i tempi più duri.

Un giorno però uno di loro sembrava stanco, stava fermo in silenzio senza far nulla, poi lo videro dirigersi verso lo stelo di un fiore, arrampicarsi su di esso e sparire. Aspettarono e aspettarono tristemente il suo ritorno, ma il bruco non si fece più vedere.

Tutti i bruchetti allora si fecero una promessa: il primo di loro che sarebbe salito sullo stelo di un fiore doveva fare ritorno per raccontare cosa c’era lassù.

Passarono i giorni ed anche Lino il bruchino sentì il desiderio di arrampicarsi sullo stelo del fiore. Mano mano che saliva si sentiva sempre più strano fino a che si sentì leggero leggero: era diventato una bellissima farfalla!!!

Iniziò a volare sopra il suo prato e voleva salutare gli amici, ma loro non lo potevano vedere. Ricordandosi della promessa provò a ritornare a casa ma i fiori e l’erba fitta fitta gli impedivano di scendere.

Fu allora che capì che per rivedere gli amici avrebbe dovuto aspettare che anche loro diventassero farfalle e allora sì, avrebbero capito perché non aveva mantenuto la sua promessa. Rincuorato, riprese a volare e a vegliare sul suo prato.