Dieci cose da sapere prima di pubblicare foto dei bambini su Facebook

10 cose da sapere prima di pubblicare le foto dei bambini su Facebook

Il mondo moderno si basa su mezzi di comunicazione sempre più pratici ed innovativi. C’è la possibilità di comunicare in tempo reale con persone che si trovano dall’altro capo del mondo. I più giovani, ma anche quelli appartenenti a generazioni passate, sono ormai rapiti dal fascino del web. Le attività di vita quotidiana sono scandite dagli scatti fotografici. I nostri pensieri sono postati in rete su vari social: Facebook, Twitter, Instagram, Snapchat e Telegram per citarne qualcuno.

Tutela della privacy

Ma ci siamo mai chiesti dove va a finire e da chi viene visto tutto quello che pubblichiamo? La legge 196 del 2003 sostituisce il vecchio regolamento 675 del 1996 in materia di privacy. Il principio generale di queste leggi è quello di garantire il trattamento dei dati personali, rispettando diritti, libertà fondamentali e riservatezza dell’individuo. Secondo le normative della Privacy per “diffusione” si intende il dare conoscenza, in qualunque forma, a soggetti indeterminati dei propri dati personali.

Consultando vari siti presenti sul web è possibile trovare pareri differenti riguardo i rischi ai quali si può incorrere nel pubblicare la foto di un minore. Analizziamo insieme 10 punti sull’argomento. Servirà a fare il più possibile chiarezza ed aiutare i genitori in una scelta più consapevole.

Dieci cose da sapere riguardo Facebook

Magistrati e Forze dell’ordine sono ormai concordi nel ribadire che pubblicare foto di minorenni è sconsigliato. Questo pensiero nasce dal fatto che:

1) Non è infrequente trovare su Facebook persone con comportamenti poco corretti. Ci riferiamo a pedofili o a persone che potrebbero utilizzare le foto a scopo non lecito.

2) Esiste la possibilità che tali soggetti criminosi creino dei fotomontaggi con le foto dei nostri bambini.

3) Si può verificare anche che con tali foto vengano elaborati video a sfondo pedopornografico .

Se si posta una foto su Facebook usando l’impostazione “pubblica”, si concede a tutti di accedere a tale informazione. È fondamentale controllare a chi far vedere le nostre informazioni. Questa operazione può essere fatta tramite le impostazioni sulla Privacy. Nonostante questi accorgimenti le foto potrebbero, comunque, raggiungere un numero di persone più ampio. Se un amico mette un like alla tua foto, questa potrebbe essere vista anche dai suoi amici.

Per questo:

4) Sarebbe utile tenere privato il proprio profilo.

5) Oscurare il volto dei bambini presenti in foto.

6) Evitare di postare informazioni in cui ci sono riferimenti riconoscibili. La scuola che frequenta nostro figlio oppure il tag del luogo in cui ci troviamo; una persona malintenzionata riesce con queste informazioni a sapere con molta più facilità quali sono le nostre abitudini.

7) Nei casi di adozione di bambini provenienti da famiglie pericolose, aumenterebbe il rischio di incolumità per i bambini e per la nuova famiglia.

Altre importanti informazioni

L’utente di Facebook è proprietario delle informazioni e dei contenuti pubblicati sul web. Facebook richiede un’autorizzazione all’utente per le foto ed i video. Anche se l’utente elimina tali contenuti, è possibile che questi vengano conservati come copie di backup per un periodo di tempo determinato. Questo ci fa capire con quale facilità è possibile accedere alle nostre informazioni.

Abbiamo menzionato la pedofilia, deviazione sessuale di cui si sente parlare spesso. Una madre che posta la foto del suo bambino pone in questa foto un significato affettivo importante.

8) Purtroppo, in questo modo, questa madre sta offrendo “materiale” con cui alimentare la perversione di questi individui.

9) Evitate di postare foto dei vostri piccoli al mare o foto in cui sono visibili parti del corpo.

10) Infine, ricordate sempre che siete padroni di decidere per il vostro bambino e non per i bambini degli altri.

In Francia, per tutelare la sicurezza dei bambini, sono state imposte pesanti multe ai genitori che postavano foto dei loro figli. Chissà che questo non diventerà un provvedimento adottato anche in Italia. Pensateci.