Sciopero docenti scuola dell'Infanzia e Primaria: ne seguiranno altri?
Scuola infanzia e elementari: dopo l’8 gennaio, lo sciopero maestre continua

Perché le maestre dell’infanzia e elementari hanno scioperato?

Dopo le festività natalizie, oggi lunedì 8 gennaio era previsto il ritorno a scuola. Ma molte aule della primaria e dell’infanzia sono rimaste chiuse per via dello sciopero nazionale. Quest’ultimo ha interessato la scuola dell’infanzia e la primaria e più nello specifico gli insegnanti hanno manifestato davanti al Ministero dell’Istruzione a Roma.

Ma hanno partecipato allo sciopero anche le altre città con manifestazioni davanti agli uffici scolastici regionali delle principali città italiane. Manifestazioni, dunque, a Milano, Torino, Cagliari, Palermo, Bologna, Catanzaro e Bari.

Le insegnanti di tutta Italia protestano contro una sentenza emessa dal Consiglio di Stato che ha messo fuori dalle graduatorie i docenti di scuola dell’infanzia e primaria che hanno conseguito il diploma magistrale.

La protesta

Si protesta contro la decisione del Consiglio di Stato, per cui il diploma non potrà più permettere di accedere alle graduatorie per l’insegnamento ( legge 341/90).

Le principali organizzazioni sindacali Cisl scuola, UIL Scuola, Rua Flc Cgil, Snals Confsal e Gilda Unams chiedono una soluzione politica che possa ricomporre i diritti di tutti, permettendo anche di riaprire le graduatorie di istituto per poter permettere l’inserimento dei docenti che essendo collocati in prima fascia d’istituto, erano stati esclusi dalla seconda fascia.

Secondo quanto emerso, sono davvero migliaia di insegnanti che hanno aderito allo sciopero e che si sono ritrovati nella mattinata di oggi davanti Ministero dell’Istruzione a Roma sito in Viale Trastevere.

La polemica del Codacons

Dal Codacons arrivano intanto le prime proteste e polemiche. Il Codacons nello specifico ha criticato lo sciopero che già da oggi ha creato parecchi disagi alle famiglie. A parlare è stato proprio il presidente Carlo Rienzi , il quale ha riferito di aver da sempre appoggiato i docenti nelle loro battaglia per il diritto al lavoro.

Nel contempo ha definito la protesta di oggi assurda perché non è possibile interrompere un servizio pubblico come l’istruzione, proprio nel giorno in cui riaprono le scuole e in cui migliaia di famiglie tornano dalle vacanze di fine anno. Perché? Purtroppo in questo modo, secondo Rienzi, non si fa altro che arrecare ai cittadini un danno ingiusto.

È intervenuta sulla questione anche la ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli: “Abbiamo chiesto all’Avvocatura dello Stato di darci le linee attuative della sentenza del Consiglio di Stato. Appena arriverà la risposta, convocheremo le parti e troveremo le soluzioni più idonee”.

Lo sciopero che effetti ha sortito?

Lo sciopero di oggi ha smosso qualcosa a livello nazionale e molte delegazioni sindacali nelle varie città hanno assicurato di impugnare in Cassazione la sentenza del Consiglio di Stato.

Sembra inoltre che ci sia la volontà da parte dei sindacati di presentare ricorso alla Corte di Giustizia Europea e una petizione al Parlamento Europeo. Per tutte queste ragioni, si presume che lo sciopero di oggi non è stato che l’inizio di una lunga protesta.

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