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Bonus bebè confermato ma dal 2018 cambia: 40 euro al mese per un anno

Il bonus bebè ha fatto molto discutere in queste ultime settimane. Dopo la decisione del Governo di eliminarlo dalla Legge di stabilità 2018 e quindi di non darlo più alle famiglie italiane, è arrivata la conferma. Data la pressione di molti partiti politici il Governo ha deciso di riconfermarlo. Per il 2018 tutto resterà come è sempre stato ovvero 80€ o 160€ (per le famiglie più povere) al mese per massimo 3 anni. Dal 2019 le cose però cambieranno. Ci saranno importanti novità nell’erogazione del bonus. Vediamo quali sono quelle principali.

Per il 2018 l’assegno rimarrà di 960€ annui ovvero 80€ al mese per chi ha Isee fino a 25.000€. Dal 2019 le famiglie non potranno più contare su un aiuto così importante. Il bonus sarà infatti ridotto sia di durata che di somma.

Il bonus sarà erogato per un solo anno

A partire dal 2019, almeno fino al 2020, il bonus bebè spetterà solamente per un anno e non più per 3 come è invece stato fino a questo momento. I genitori potranno usufruire del bonus solamente per il primo anno del bambino e non più come in precedenza per i primi 3 anni. Non è solo questa la grande novità del nuovo bonus bebè.

Il bonus sarà erogato a metà

Il bonus bebè a partire dal 2019 sarà anche dimezzato. Ai genitori non spetteranno più 80€ al mese ma solamente 40€.

Se un bambino dovesse nascere in corso del 2018 alla famiglia spetterebbero 80€ al mese per tutti i mesi del 2018 a partire dalla nascita del bimbo e 40€ per i mesi restanti nel 2019 fino al compimento dell’anno.

Se il neonato nasce ad agosto 2018 per 5 mesi i genitori prenderanno 80€ mentre per i restanti 7 mesi del 2019 ne prenderanno solo 40€.

Nonostante il bonus sia dimezzato, per le famiglie con Isee minore a 7.000€ sarà comunque raddoppiato. Invece di 40€ queste famiglie ne prenderanno 80 mentre in precedenza ne prendevano 160 invece di 80. I parametri Isee resteranno invariati: non ci saranno quindi cambiamenti nei requisiti.

Queste nuove condizioni si trovano nell’emendamento di Alternativa Popolare, riformulato dai relatori Magda Zanoni (Pd) e Marcello Gualdani (Ap). L’emendamento è stato depositato a Palazzo Madama e a breve sarà votato.

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