foto_parto_cesareo_programmato

Parto, sì all’anestesia al feto: lo studio

Parto, anestesia al feto sì o no? Risponde la scienza

Spesso, al momento del parto, molte mamme tendono a chiedersi se il bimbo che sta per nascere senta o meno dolore. Il tema ha così portato in auge il dibattito riguardo la possibile applicazione dell’anestesia anche per il feto che si trova ancora nel grembo della madre. A porre fine, almeno momentaneamente, alla questione, è intervenuta la scienza.

Tema dibattuto anche tra gli esperti

Anche gli esperti continuano, tuttavia, a dibattere tra di loro sulla questione. C’è infatti chi ritiene che al feto basti l’anestesia fornita alla madre, altri ancora sottolineano l’importanza della stessa per il piccolo.

Lo studio italiano

Su quest’ultima corrente di pensiero, il professore Carlo Bellieni, neonatologo dell’Università di Siena, ha condotto una la ricerca pubblicata sul The Journal of Maternal-Fetal & Neonatal Medicine. Dai suoi risultati, emerge che l’anestesia del feto è necessaria.

Parto, sì all’anestesia al feto: lo studio

L’esperto, infatti, ha spiegato nella ricerca che la maggior parte della comunità scientifica ritiene che il feto non sia in grado di percepire lo stimolo doloroso, e che la produzione di inibitori neuroendocrini intrauterini (ENIn) a livello fetale sia sufficiente per non provare dolore.

La sua indagine, riporta UniversoMamma, si è concentrata in particolar modo sulla misura e la forza in cui il feto percepisce il dolore, e su quanto gli inibitori neuroendocrini intrauterini proteggano, effettivamente, il feto durante un’operazione.

Come somministrare l’anestesia al feto

Ne è emerso che è soprattutto nella seconda metà della gravidanza che il feto può essere svegliato da stimoli esterni, anche se le concentrazioni di ENIn non indurrebbero ad un effetto anestetico. L’anestesia, invece, potrebbe essere somministrata con modi analoghi alla morfina, per via intramuscolare o attraverso il cordone ombelicale.

Parla l’esperto

“Ad oggi la situazione è abbastanza variegata. L’utilizzo dell’analgesia diretta nel feto avviene in circa la metà dei casi. La speranza è che alla luce delle sempre più numerose evidenze scientifiche l’anestesia fetale trovi sempre più diffusione” ha dichiarato Bellieni su La Stampa.

Questione ancora aperta

Il tema tuttavia resta ancora piuttosto delicato e continua a dividere l’opinione pubblica che si interroga su quanto sia efficace o meno somministrare una dose di anestesia ad un bambino che deve ancora nascere.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *