foto_autismo

L’Aquila, bambino autistico cacciato dall’area giochi di un centro commerciale

Ha dell’incredibile quanto accaduto ad un bambino abruzzese affetto da autismo. Il bimbo, come tutti i suoi coetanei, ama giocare e divertirsi, essendo un bambino proprio come tutti gli altri nonostante i problemi di salute. Il piccolo, andato con i genitori ad un centro commerciale de L’Aquila, voleva giocare nella vasca con le palline colorate. Incredibilmente però il bambino non ha potuto farlo, e non per volontà sua o dei suoi genitori. Al piccolo è stato infatti impedito di entrare all’interno della vasca con le palline.

A denunciare l’accaduto è stato il padre del bambino che è rimasto sconvolto dalla vicenda. L’uomo ha voluto raccontare a tutti ciò che è successo affinché certe cose non accadano più. Il papà ha scritto un post su Facebook nel quale ha denunciato la vicenda.

“Ieri al centro commerciale Aquilone, ai gonfiabili non hanno fatto entrare mio figlio perché autistico. Forse avevano paura di essere contagiati. Che ignoranza che c’è.” Tantissimi sono stati i messaggi di solidarietà da parte degli utenti di Facebook. In tanti sono rimasti scioccati e indignati di fronte a tale gesto discriminatorio.

L’uomo ha dichiarato a Tgcom24 che vorrebbe non dover vedere più certe cose. “Non voglio che episodi del genere accadano più ma servono più sensibilizzazione e informazione sul tema. Mio figlio non è un malato contagioso e non era mai stato vittima di discriminazione fino a oggi” ha detto il papà, dispiaciuto per quanto accaduto a suo figlio. I gestori dell’area giochi non hanno fatto entrare il bambino, mentre il cuginetto del bimbo autistico è stato fatto giocare senza alcun problema.

I gestori hanno tentato di giustificarsi scaricando la colpa sul bambino

Sui media locali i gestori dell’area giochi hanno tentato di giustificarsi dicendo che il bambino appariva esuberante e per questo motivo non è stato fatto entrare. Il papà ha però smentito la versione dei gestori dell’area.

Il bambino infatti, come detto dal padre, va a scuola, è amato dagli insegnanti e tutti gli vogliono bene. In più la mamma sarebbe rimasta lì a sorvegliarlo: non ci sarebbe quindi stato alcun pericolo né per lui né per gli altri bambini.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *