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Disostruzione pediatrica: le manovre per salvare il bambino

Disostruzione pediatrica

Nell’ambito del primo soccorso le manovre di disostruzione pediatrica sono quelle manovre atte sostanzialmente a garantire la pervietà delle vie aeree di un bambino o di un lattante da un corpo estraneo che ne impedisce il passaggio dell’aria.

Disostruzione

L’ostruzione delle vie aeree avviene quando si verifica l’inalazione di uno specifico corpo solido all’interno delle vie aeree. Quest’ultimo entra nella trachea, anziché procedere normalmente per l’esofago, e determina l’ostruzione. Nei bambini questo accade più facilmente, la causa principale consiste nella conformazione anatomica più conica delle vie aeree fino al raggiungimento della pubertà.

Manovre

Le manovre di disostruzione non devono essere sottovalutate. Si tratta di vere e proprie manovre salvavita pediatriche e non. Nei bambini con la trachea ostruita, se non aiutati, ci si può imbattere in condizioni patologiche potenzialmente mortali. Infatti se non si pratica la disostruzione delle vie aeree si va incontro ad anossia e quindi ad eventuali conseguenze gravissime, tra cui la morte.disostruzione pediatrica

Manovre di disostruzione

Per tale motivo è di fondamentale importanza seguire un buon corso di disostruzione pediatrica. Solo così la diffusione di tali manovre diverrebbe capillare, soprattutto tra le persone che lavorano a contatto con i bambini. Ciò permetterebbe la costituzione di una solida base per prevenire la gran parte delle morti infantili.

In caso di ostruzione totale il bambino perde la coscienza in circa 25 secondi, quindi avere bene in mente le manovre corrette da eseguire senza troppe esitazioni, diventa di vitale importanza. Le manovre di disostruzione pediatriche sono codificate in un algoritmo a livello internazionale, che ogni cinque anni viene rivisto ed eventualmente modificato a seguito degli studi effettuati e dell’esperienza maturata dai soccorritori.

Primo soccorso

Se il bambino abbia ingerisce qualcosa che gli ostruisce le vie aeree ma riesce a piangere e a lamentarsi, tossire o anche a parlare non è necessario fare nulla, al massimo può essere utile invitare il bambino a tossire e mantenere la posizione che preferisce. Se la dispnea persiste è consigliato avvicinare alla bocca del bambino una fonte di ossigeno e allertare comunque i soccorsi.disostruzione

Se il bambino non riesce né a tossire né a parlare, ma è cosciente e diventa cianotico, è bene evitare di inserire le dita in bocca, in modo da non peggiorare la situazione. Allertare i soccorsi spiegando la situazione e seguire le indicazioni dell’operatore. Nel caso in cui s trattasse di un lattante, è bene scoprirlo, afferrarne la mandibola e “sdraiarlo” a pancia in giù sul proprio avambraccio, tenendo ferma la testa. Con l’altra mano, dare fino a 5 energiche pacche interscapolari avendo cura di non colpire la testa.

Tecnica

Afferrare quindi la nuca del bambino e girarlo a pancia in su, sull’altro avambraccio. Effettuare dunque fino a 5 compressioni toraciche, lente ma profonde, tra i capezzoli (utilizzando due dita) avendo cura di mantenere sempre ferma la testa. Alternare 5 pacche e 5 compressioni fino alla disostruzione, fino allo sfinimento del soccorritore o finché il lattante non diventa incosciente.

Nel caso in cui si tratta di un bambino si può eseguire la Manovra di Heimlich. Inoltre ponendosi alle spalle del bambino bisogna poggiarlo sul nostro ginocchio in posizione declive a testa in giù e dare fino a 5 energiche pacche interscapolari. Si alterna questa manovra alla manovra di Heimlich come per l’adulto. Essa si esegue portando entrambe le mani, chiuse a pugno, alla bocca dello stomaco, subito sotto le ultime coste. Comprimere per 5 volte verso di sé (ovvero verso l’interno e verso l’alto).

Manovra

Se il lattante o il bambino diventa incosciente, occorre iniziare la rianimazione cardiopolmonare pediatrica. Dopo aver contattato il 118 e dopo aver controllato che il corpo estraneo non sia fuoriuscito dalla trachea e si trovi in bocca, stendere il bambino o il lattante su un piano rigido ed allinearne gli arti.


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Effettuare quindi 5 delicate respirazioni bocca-bocca o bocca-bocca+naso ed iniziare le compressioni toraciche. Le compressioni vanno effettuate ad un ritmo di circa 100 al minuto (massimo 120 nel bambino e nel lattante), cercando di comprimere circa 1/3 del torace (nel lattante 4 cm e nel bambino 5 cm come nell’adulto). Devono essere alternate 30 compressioni a 2 ventilazioni di soccorso. Nel lattante si utilizzano due dita per le compressioni, avendo cura di mantenere sempre ferma la testa.

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