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Bambino di 2 anni calpesta i resti del falò di Ferragosto: piedi ustionati

Giocava sulla spiaggia il giorno di Ferragosto il piccolo Jacopo, di 2 anni, quando ad un certo punto ha sentito qualcosa che bruciava sotto i suoi piedini. Jacopo aveva calpestato i resti del falò di Ferragosto. La triste vicenda è accaduta a Torvaianica, vicino a Ostia, il pomeriggio del 15 agosto. Il piccolo adesso non può camminare perché ha riportato ustioni di secondo grado ad entrambi i piedini. Jacopo è al momento in cura al Sant’Eugenio di Roma, un centro apposito per le ustioni.

Il papà di Jacopo è ancora scosso al ricordo di quella tremenda giornata. L’uomo ha raccontato di aver portato il piccolo in spiaggia già la mattina di ferragosto. La spiaggia era abbastanza sporca a causa dei residui della sera precedente.

Nonostante ciò i genitori hanno deciso di riportare in spiaggia Jacopo anche il pomeriggio. Così verso le 18 la famiglia, che abita lì vicino, ha deciso di tornare in spiaggia per far giocare il bambino.

Il papà ha raccontato che il piccolo Jacopo stava giocando in spiaggia vicino alla mamma. Ad un certo punto la mamma si è accorta che il bambino saltellava come se lo avesse punto qualcosa.

La mamma lo ha preso in braccio convinta che il bambino avesse un vetro di bottiglia, invece ha visto le ustioni. I genitori si sono accorti che le braci erano ancora accese e per questo motivo Jacopo calpestandole si è ustionato i piedini.

Il bambino ha riportato profonde ustioni

I genitori immediatamente hanno portato il piccolo al pronto soccorso della clinica Sant’Anna a Pomezia. I medici non hanno però potuto fare nulla perché le bruciature erano troppo profonde. Ai genitori è stato consigliato di portare il bambino al Sant’Eugenio. Il papà di Jacopo ha presentato una denuncia alla Guardia Costiera di Torvaianica e un esposto ai carabinieri.


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L’uomo ha inoltre denunciato il fatto su Facebook: “Mio figlio è vittima sia di coloro che avrebbero dovuto spegnere il fuoco e invece lo hanno soffocato gettandoci sopra un po’ di sabbia forse senza sapere che lo avrebbero alimentato. Ma è anche vittima di coloro che avrebbero dovuto pulire e invece non lo hanno fatto.”

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