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Nascita pretermine: un fattore di rischio è la dieta vegana

Dieta vegana e parto prematuro

La carenza di vitamina B12, provocata da una dieta vegana, incrementa il numero di nati pretermine. Questo è il risultato di uno studio pubblicato sull’American Journal of Epidemiology, da parte di un gruppo di ricercatori norvegesi dell’Akershus University Hospital. Tormod Rogne, principale autore della ricerca, precisa che la vitamina B12 è una sostanza indispensabile per la crescita del feto.

Lo studio sulla dieta vegana e il parto prematuro

Il rischio di partorire prima del termine si attesta nel 21% di coloro che praticano un’alimentazione vegana; il risultato proviene da un campione di 11.000 gravidanze, in 11 paesi diversi. A tal proposito, Vibeke Videm, della Norvergian University of Science and Technology, precisa che è abitudine dei vegani, non solo non mangiare cibi di origine animale, ma anche evitare di integrare le sostanze di cui la loro dieta è mancante. Fortunatamente questo non accade nei vegetariani, poiché essi si nutrono quanto meno di uova o latticini.

Consigli nutrizionali

Consigli nutrizionali

Videm ha, inoltre, raccomandato l’assunzione di almeno 300 cl di latte e 50-75 g di formaggio; queste dosi sarebbero sufficienti per un’alimentazione corretta, anche al di fuori della gravidanza. Se il formaggio non piace, esso è facilmente sostituibile con 4 cucchiai di ricotta, possibilmente fresca. Per le donne in stato di gravidanza, invece, va bene un bicchiere di latte al giorno, 25 g di formaggio, e un vasetto di yogurt.

L’importanza della vitamina B12

La vitamina B12 appartiene alla categoria delle vitamine idrosolubili; queste sono un tipo particolare che non può essere accumulato nell’organismo e quindi necessita di essere integrato attraverso l’alimentazione. Una dieta varia ed equilibrata favorisce il deposito di vitamina B12, la quale è carente soprattutto nelle popolazioni sotto sviluppo, colpite da malnutrizione e povertà.

In gravidanza, però, quando si segue una dieta vegana vengono meno anche: vitamina D, ferro, e calcio; tutti sono importanti per la crescita del piccolo in utero e la mamma non può prescindere dall’assumerne le giuste quantità.

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