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Una Mamma Green, intervista a Silvana Santo: come promuovere la maternità sostenibile

Una vita all’insegna dell’ecologia e dell’ambiente. È la storia di Silvana Santo che, fin da giovanissima, ha deciso di dedicarsi alla salvaguardia del pianeta. Una missione che continua tutt’oggi che la giornalista è mamma di due splendidi bambini, Davide e Flavia. Per portare avanti i propri obiettivi e farli conoscere ad un numero crescente di persone, Silvana ha aperto un blog che è diventato nel corso del tempo molto seguito: Una Mamma Green. Com’è facilmente intuibile dal titolo, è uno spazio dove si affrontano i temi dell’ecologia a 360 gradi, uniti alla passione dell’essere mamma. Tra i punti forti del blog di Silvana i posti dedicati alla maternità, quelli sui rimedi naturali per affrontare svariati problemi e quelli dedicati ai viaggi, altro grande hobby della Mamma Green.

1. Da giornalista ambientale a blogger: quando e perché hai deciso di aprire Una Mamma Green?

Ho aperto il blog qualche mese dopo la nascita del mio primo figlio, su consiglio di un’amica e collega. Visto che ero già abituata a scrivere sul web (dato che era il mio mestiere da anni), è stato un passaggio abbastanza automatico.

2. Avere un blog ti ha cambiato in qualche modo la vita?

Senza dubbio. Sia dal punto di vista umano, permettendomi di conoscere tante persone e allacciare nuove amicizie, sia virtuali che reali, proprio in un momento in cui i miei vecchi rapporti personali erano un po’ in crisi. Sia da quello professionale, dandomi la possibilità di imparare tanto e di avviare nuovi progetti.

3. Quali sono i vantaggi e gli svantaggi di essere una blogger?

Lo svantaggio principale è che in Italia si tratta di una professione ancora poco conosciuta e “codificata”. C’è molta improvvisazione, le aziende e le agenzie di marketing non sempre sono avvezze a lavorare con i blogger, a volte tendono ad applicare al web gli schemi classici della pubblicità vecchio stampo, il che spesso si rivela inefficace se non controproducente. Alcuni colleghi, dal canto loro, peccano un po’ di mancanza di obiettività e trasparenza nella scelta delle sponsorizzazioni, danneggiando in qualche modo l’immagine dell’intera categoria. Il vantaggio principale per me è la possibilità di lavorare in totale autonomia e con ritmi flessibili.

4. Che rapporto hai con i lettori?

Li adoro, anche quando non sono d’accordo con me. Danno il senso a ciò che faccio, specie quando mi scrivono che un mio consiglio ha migliorato un piccolo dettaglio del loro quotidiano, o che i miei post li aiutano a sentirsi meno soli. Cerco di rispondere sempre a tutti, e mi fa molto piacere quando riesco ad incontrare personalmente qualcuno.

5. Come riesci a gestire la vita da mamma e quella di blogger?

Non senza sforzi, ma lavorare da casa fa la differenza. Scrivo a orari improbabili, rispondo alle email e ai commenti mentre faccio altro, lavoro accanto ai bimbi che giocano o guardano i cartoni animati. A volte concepisco post e progetti mentre sono intenta ad addormentare i miei figli o a fare la spesa. Mio marito comunque è molto presente (non ce la farei mai senza di lui!) e i miei genitori, che vivono molto vicino a noi, mi danno una mano. Prestissimo anche Flavia comincerà l’asilo, e questo segnerà una svolta importante nel nostro menage quotidiano.

6. Tra le diverse sezioni del tuo blog sono rimasta colpita da quella Babywearing: perché è così importante portare il bambino nel marsupio?

Più che importante, secondo me è molto pratico! Permette di andare in giro senza ostacoli o ingombri, di avere le mani libere e di potersi dedicare facilmente agli altri figli o alle faccende di casa. Oltre a questo, il bambino trae un grande beneficio dal contatto con la madre (o col padre), in termini di serenità e fiducia in sé stesso.

7. Qual è il marsupio migliore per una mamma?

L’importante è che sia un marsupio ergonomico, con la seduta ampia, in grado di garantire al bimbo la posizione delle gambe ad emme, lo schienale morbido e avvolgente, gli spallacci e il cinturone ben imbottiti. Deve garantire sostegno ma senza rigidità, e il bambino deve stare ad un’altezza tale che il genitore riesca a baciarlo senza doversi piegare. Inoltre, non dovrebbero prevedere la posizione “fronte mondo”, che non è il massimo per le anche, la schiena e il pube del bebè. Purtroppo i marsupi più venduti nei negozi non sono ergonomici, ma online si trovano ormai tantissimi marchi di qualità.

8. Oltre ad avere il pollice verde sei anche una grande viaggiatrice: è possibile andare in giro per il mondo con bambini piccoli al seguito?

Sicuramente! L’importante è pianificare bene il viaggio, prepararsi a rallentare i ritmi e ricordarsi che i bambini non sono dei bagagli extra, ma dei compagni di viaggio a tutti gli effetti, con esigenze, gusti e aspettative per precisi.

9. L’estate è ormai arrivata: quale meta consiglieresti ad una famiglia in partenza?

Tutte quelle che permettono di rallentare un po’ e stare a contatto con la natura. La montagna del Trentino è sempre una buona idea, così come il nostro meraviglioso mare (specie in bassa stagione!) e gli agriturismi.

10. Quali sono i prossimi obiettivi di Una Mamma Green?

Viaggiare ancora con la mia famiglia, in modo sempre più ecofiendly. Migliorare le mie capacità di fotografa e video-maker e provare a scrivere un libro!

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