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Utero setto: che cos’è?

L’ utero setto è una particolare malformazione dell’ utero in cui si presenta del tessuto fibroso all’ interno del corpo uterino, inducendo la divisione in due sezioni distinte. Naturalmente, tale presentazione anomala dell’ utero comporta alcune problematiche: aborto spontaneo, minaccia di parto pretermine, presentazioni fetali patologiche, morti prenatali e perinatali.

L’ utero setto, però, non costituisce l’ unica malformazione del corpo uterino, così che spesso risulta anche difficile fare diagnosi differenziale con l’ utero arcuato e l’ utero bicorne. La modalità di presentazione della cavità uterina e l’ attenta analisi della situazione potrà aiutare nel differenziare le diverse condizioni.

La diagnosi potrà procedere attraverso alcune indagini strumentali: dalla comune ecografia transvaginale all’ isteroscopia (una tecnica di endoscopia ginecologica volta all’ osservazione interna della cavità dell’ utero) e alla più invasiva laparoscopia.

Il fatto che si preferisca un esame diagnostico all’ altro nasce proprio dalle necessità investigative e, naturalmente, dalla chiarezza del quadro clinico (che se dovesse coinvolgere anche le tube o l’ ovaio, ad esempio, rende necessario il ricorso alla laparoscopia).

Per ripristinare la cavità uterina anatomicamente e funzionalmente valida è doveroso servirsi della terapia chirurgica. Il principale ed unico modo per correggere l’ utero setto è la metroplastica isteroscopica, con cui non si agisce per via addominale ma ci si introduce nell’ utero attraverso la vagina e il collo dell’ utero, per poi trattare e rimuovere chirurgicamente la componente fibrosa, preservando il tessuto muscolare sino al fondo uterino.

La rimozione chirurgica, come per ogni trattamento, non deve essere effettuata né in difetto né in eccesso, perché da una parte non si andrebbe a risolvere il problema (soprattutto nell’ insistente probabilità di aborti spontanei), dall’ altra potrebbe generare ulteriori degenerazioni a livello del tessuto muscolare uterino.

Affidandosi ad un buon ginecologo, con una buona documentazione in mano, si risolverà questa malformazione. L’ intervento può essere proposto in day surgery, la gravidanza programmata dopo 40 giorni e soprattutto si ha la possibilità di avere un parto spontaneo senza dover limitarsi assolutamente ad un taglio cesareo.

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