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Troppa pubblicità all’allattamento artificiale: le ostetriche si oppongono

E’ ormai diventato comune trovare in televisione programmi che affrontano in modo molto diverso la maternità e la gravidanza. Per la prima volta in questi ultimi anni le telecamere stanno entrando nelle sale parto, negli ospedali, nelle case di future mamma ancora giovani e tanto altro ancora.

Un’ ultima trovata è stata quella del canale televisivo Real Time che ha ideato un programma in cui tre ostetriche affiancano le famiglie durante il nuovo approccio ai neonati e alla genitorialità, appena arrivati a casa in seguito al rientro ospedaliero.

Un docureality, tre ostetriche ma tantissime polemiche. Infatti sono nate non poche critiche al programma televisivo e alle professioniste proprio perché questa attività cammina di pari passo con la sponsorizzazione di un noto marchio per prodotti neonatali e legati alla maternità.

Inoltre, non solo ci è presentata la critica alla pubblicità svolta attraverso questo programma, ma soprattutto tantissimi professionisti hanno disapprovato il messaggio veicolato dalle ostetriche e dal reality.

Infatti, sono le tre donne a pubblicizzare paracapezzoli e biberon: un elemento a sfavore dell’allattamento naturale, che come sappiamo ha tantissimi vantaggi per neonato e mamma. Si tratta, quindi, di un messaggio comunicato a milioni di persone e potrebbe far percepire un’ idea sbagliata dei primi mesi del puerperio.

Infatti, La Federazione nazionale delle ostetriche (Fnco) sostiene il Codice internazionale per l’allattamento al seno dell’Organizzazione Mondiale della Sanità così che tutti i professionisti iscritti all’ albo degli ostetrici devono necessariamente attenersi alle linee guida e promuovere l’ allattamento al seno, naturale e spontaneo.

Proprio la nuova presidente della federazione delle ostetriche, Maria Vicario, si è così esposta : “L’ostetrica/o promuove l’allattamento al seno e supporta il ruolo genitoriale, sostiene e diffonde la donazione volontaria del latte materno. L’ostetrica/o altresì aderisce al Codice Internazionale per la Commercializzazione dei Sostituti del Latte Materno, ne promuove il rispetto delle norme e s’impegna a denunciarne eventuali violazioni”, aggiungendo inoltre che i professionisti non devono assolutamente ricevere compensi di alimenti per neonati o di altri prodotti, salvo rari casi.

E’ ovvio che è stato alzato tutto questo polverone proprio perché utilizzare un mezzo così potente qual è quello televisivo per inviare un messaggio non del tutto corretto desta tantissime critiche e, purtroppo, anche pericoli. Pericolo che venga captato un’ idea sbagliata dell’ allattamento o della genitorialità.

Le vere ostetriche dicono no all’ allattamento artificiale (senza nulla togliere naturalmente ai casi in cui ci sia l’ obbligo e/o la necessità di far ricorso ad esso, a causa di problematiche materne di vario genere). E voi?

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