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Trasloco con bambini: tutti i consigli

Come gestire un trasloco verso una casa nuova se si hanno dei bambini? Consigli semplici semplici, sia per i problemi pratici di organizzazione, che quelli emotivi di adattamento a nuovi spazi, quartiere, abitudini.

Per i problemi pratici – se i bambini non possono andare dai nonni perché non sono vicini o in qualche altra casa ospiti per stare lontani – e invece devono vivere tutta la confusione di scatoloni da fare, sarebbe meglio o cercare di dividersi i compiti, tra marito e moglie: tra chi sta con i bambini e chi organizza il tutto. O fare anche dei turni per stare entrambi con i bambini, e pensare ognuno anche un po’ al trasloco.

Far diventare, per i bambini, il trasloco un gioco, in cui tutto deve trovare il suo posto, ogni oggetto negli scatoloni, ogni bicchiere imballato e poi messo a posto per il trasporto. Se sono abbastanza grandi, possono essere un valido aiuto! Se sono piccoli l’importante è non perderli mentre gattonano tra gli scatoloni, rischiando di finire imballati anche loro! :)

Per i problemi emotivi ci sono varie cose nuove da spiegare ai nostri bambini, a seconda di quanto è radicale il trasloco. L’ideale sarebbe rimanere nello stesso quartiere, con le stesse abitudini e gli stessi amici, così il problema è solo che la casa nuova è più grande e bisogna adattarsi ai nuovi spazi, al fatto semmai di non dormire nella stanza con mamma e papà, ma nella propria stanza da soli o con fratellino/sorellina. Quindi il passaggio da fare è solo quello di abituarlo a dormire nel lettino e ne abbiamo parlato qui tempo fa dando diversi consigli.

Invece se il cambiamento è di quartiere o città bisogna far digerire al nostro bambino delle cose in più. Cambio di amici, di parchetto solito dove andare a giocare, nuove strade e persone da conoscere, semmai un nuovo asilo o una nuova scuola.

I consigli sono: di andare a fare delle gite prima del trasloco effettivo nella nuova zona o città, per farne scoprire anche al nostro bambino le cose belle e nuove che ci troverà. Familiarizzare con le strade se è un po’ più grandicello, o con il parco sotto casa e i bambini che ci sono, se è più piccino.

Bisogna condividere con lui tutte le nostre e le sue preoccupazioni, raccontare il perché si cambia, trovare le cose positive in questa nuova sistemazione che sicuramente vi hanno spinto a cambiare: che si va in un posto semmai più vicino ai nonni o al lavoro del papà, che si cambia per avere una casa più bella e più spazi per tutti.

Fare il gioco del saluto alla casa vecchia: con semmai delle foto che ci ricorderanno quando sarà grande di questa casa dove siamo stati piccoli e felici. E fare lo stesso per la casa nuova, immortalare il momento dell’ingresso, la scoperta dei nuovi spazi.

Far partecipare i nostri figli all’arredamento e alla scelta del colore semmai delle pareti della sua stanza, la disposizione dei mobili; responsabilizzarli, facendoli sentire parte delle varie decisioni, prese tutti insieme.

Io ricordo ancora il piccolo trauma di aver lasciato la mia casa a Torino, per il trasloco a Salerno: partì per le vacanze (non sapevamo ancora del trasferimento) e non sono più tornata a salutare il mio palazzo, il mio quartiere, i miei amichetti (con cui iniziai a scrivermi lunghe lettere) il mio balcone da cui vedevo la discesa del garage dove i bambini più grandi giocavano con le loro macchinette, usandola come gigantesca circuito di corsa.

Avevo 8 anni, ero grande, ma comunque persi i miei punti di riferimento per qualche mese, i miei Topolini regalati ai vicini ;) , i miei ricordi nei parcheggi della Fiat dove andavo in bici.

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