Svezzamento: i pesci più adatti per il bambino

Quando il bebè inizia il suo primo approccio con il mangiare, viene svezzato con omogenizzati o liofilizzati prima di carne bianca, poi rossa e in fine dal sesto mese di pesce. Quest’ultimo non è sempre gradito al palato del bambino ma possiede molte proprietà, è un alimento importantissimo che dovrebbe esser mangiato tre volte a settimana, perché ricco di omega 3 e di iodio. Se però non si vuol comprare il tradizionale vasetto omogenizzato, si può cucinare il pesce per il proprio bimbo in modo semplice.

Pesci adatti allo svezzamento: sono consigliabili quelli magri, bianchi, leggeri, digeribili come merluzzo, sogliola, nasello e platessa, seguiti in un secondo momento da orata, spigola, San Pietro, trota e salmerino. Questi ovviamente dovranno essere sfilettati in modo adeguato, per evitare le pericolose spine. Ad un bebè sono sconsigliati i gamberetti per le eventuali allergie, così come i crostacei.

Alcuni pensano comunque che il pesce fresco sia difficile da gestire privilegiando sin dall’inizio dello svezzamento quello congelato, perché ritenuto più sicuro: in realtà se la pescheria è di fiducia, una volta ben pulito, può esser cotto a vapore o al cartoccio. Se il bimbo mastica comunque bene ma non apprezza il gusto del pesce si possono cucinare anche impanandoli o facendo delle polpette con il merluzzo o mischiandolo direttamente come condimento della minestrina con altre verdure. Va ricordato che non c’è bisogno di frullare o passare il pesce perché una volta tagliato a pezzetti si sfalda da solo durante il processo di cottura.

Se si vuol prendere un pesce fresco adatto al bebè in una pescheria non conosciuta è bene seguire delle accortezze una volta scelta la tipologia di pescato magro del giorno. In particolare bisogna accertarsi della freschezza attraverso semplici accorgimenti: guardare se l’occhio è vivo, vedere la provenienza, constatare se le scaglie sono brillanti e se l’odore è deciso.

L’autore: Claudia Spedaliere

Sono laureata in Arti e scienze dello spettacolo Teatrale dell’Università “La Sapienza”. Mi occupo di teatro recitando in diverse compagnie, e da quando sono madre amo raccontare ciò che vivo con il mio bimbo studiando scrupolosamente e “rubando” i racconti delle mie amiche madri per poi trascriverne il contenuto. Approdo al Blog con la voglia di creare confronti fra genitrici proprio come si farebbe su di una panchina di un parco.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *