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Scuola: multe per chi dice parolacce

A quanto pare le note sul registro scolastico sono passate di moda. Per un istituto scolastico di Monza, infatti, gli alunni sboccati sono penalizzati con una multa di 3 euro a bestemmia e 50 centesimi a parolaccia. L’iniziativa è di una docente di educazione fisica, professoressa da ben 30 anni, che ha deciso di adottare questo metodo e dare poi tutto il ricavato in beneficenza.

La prof, che è anche volontaria dei City Angels, ha deciso di imporre questa regola perché ritiene che gli alunni durante le ore di attività fisica, si sentano più liberi anche verbalmente. La docente ha poi dichiarato al Corriere della Sera: “Imparare a trarre del bene dal male, è questo il mio spirito…Invece di punirli con note sul registro a ripetizione, ho pensato di indurli a riflettere sul loro comportamento con una sorta di multa che va a fare del bene“.

Il ricavato, infatti, andrà ad un’associazione che si occupa di infanzia in India. La multa quindi non viene vista come una semplice punizione verso l’allievo che dice parolacce, ma si tratta alla fine anche di un gesto caritatevole. Ed il metodo pare stia proprio funzionando perché secondo la prof gli alunni che riescono a non dire vocaboli coloriti, e che perciò non pagano nulla, si complimentano ogni mese con se stessi e aiutano gli altri compagni a trattenersi.

Forse attraverso queste sanzioni esemplari, i giovani studenti diverranno maggiormente consapevoli del proprio linguaggio, ma sarebbe anche bello se “l’iniziativa punitiva” venisse promulgata in tutte le scuole di Italia. Molto spesso punire verbalmente o con castighi i propri alunni e figli per le parolacce dette deve celare anche un secondo fine, diverso da quello strettamente educativo, proprio come sta facendo la prof. di Monza.

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