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Pochi neonati per la crisi, ma è boom di bimbi in provetta

Secondo il Censis l’Italia soffre di natalità bassa, in compenso aumentano i figli fatti in provetta. La ricerca è stata realizzata con la Fondazione Ibsa e ha coinvolti addetti del settore, come ginecologi, andrologi e urologi.

Secondo l’88,7% degli specialisti gli italiani hanno una scarsa propensione a mettere al mondo figli, soprattutto per questioni di natura economica secondo il 75% degli intervistati convinti che la crisi scoraggi le coppie, soprattutto quelle che non riescono a diventare genitori in modo naturale e devono ricorrere alla procreazione medicalmente assistita.

Un altro dato significativo della ricerca del Censis riguarda i bambini concepiti ‘in provetta’ e nati in Italia nel 2012: sono stati 9 mila e 800 registrando un aumento di circa il 170% in 7 anni. Sono state 54.458 le coppie che nel 2012 si sono affidate alla procreazione medicalmente assistita rispetto alle 30.749 del 2005, un +77%. Nel 23,2% dei casi è arrivata la tanto attesa gravidanza. Nel 2012 i bambini concepiti in provetta e nati sono stati 9.818, +169% rispetto ai 3.649 del 2005.

Altri dati emersi dallo studio del Censis presentato nei giorni scorsi a Roma: i pazienti con problemi di infertilità sono seguiti in quasi la metà dei casi privatamente (46,6%), il 39,7% in strutture pubbliche e il 13,7% sin entrambe. Quasi il 75% degli specialisti pensa che le coppie con problemi di infertilità si rivolgano a più di uno specialista prima di affidarsi alle cure di uno solo in particolare. Il 62% degli specialisti giudica i propri pazienti poco o per nulla informati sia sui problemi di infertilità e sterilità, sia sulle tecniche di procreazione medicalmente assistita.

Per quanto riguarda l’infertilità in Italia è un problema che colpisce il 20-30%, rispetto al 10-15% a livello mondiale. Se per la metà degli specialisti una coppia dovrebbe iniziare a preoccuparsi tra i 12 e i 24 mesi dopo i primi tentativi di concepimento falliti, per il 36% dovrebbe preoccuparsi anche prima, trascorsi da 6 a 12 mesi dai primi tentativi. Per il 4,7% è utile anticipare entro i 6 mesi, per il 9,3% aspettare almeno 2 anni. La maggioranza del campione intervistato colloca dopo i 25 anni l’età giusta per iniziare a effettuare esami di screening dell’infertilità e sterilità.

Il 76% dei ginecologi, andrologi e urologi italiani vorrebbe che la legge 40/2004 sulla procreazione medicalmente assistita fosse rivista, soprattutto per quanto riguarda la possibilità di offrire effettivamente alle coppie la possibilità di accedere all’eterologa (60,5%).

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