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Paura dell’acqua: perché e come farla passare

Quando aveva poco più di un anno mio figlio Francesco era un vero pesciolino, entusiasta ogni volta che lo portavamo in acqua, al mare, immancabilmente lamentoso quando arrivava il momento di uscire. L’anno scorso, invece, che di anni ne aveva poco più di due, abbiamo avuto grosse difficoltà a convincerlo a fare il bagnetto, anche all’interno del canotto. Quando gli è venuta la paura dell’acqua? E perchè? La prossima estate andrà meglio? Cerchiamo di rispondere insieme a queste domande.

Probabilmente la risposta più logica alla domanda perché all’improvviso un bimbo inizia a temere l’acqua è perché, appena comincia ad avere la percezione di ciò che gli sta intorno, capisce che, per esempio, il mare non è il suo ambiente naturale, quello dove non ha paura di muoversi autonomamente anche sfidando i pericoli. Nonostante per nove mesi sia stato immerso nel liquido amniotico, all’improvviso l’acqua diventa un elemento estraneo che potrebbe nascondere delle insidie sconosciute.

Un ruolo importante spetta a noi genitori per fare in modo che nostro figlio mantenga un rapporto speciale con l’acqua, a partire dal momento del bagnetto. Cerchiamo di mostrarci serene, non facciamoci assalire dal panico che il bimbo potrebbe sfuggirci da un momento all’altro e finire con la testa sott’acqua. Se abbiamo paura, anche lui o lei lo capiranno e finiranno con il provare lo stesso sentimento.

Il momento del bagnetto prima di andare a nanna deve essere una sorta di rito che infonde sicurezza al bebè. L’ambiente dev’essere caldo, calmo e sereno, l’acqua deve scorrergli ovunque (ovviamente con le dovute accortezze). L’ideale sarebbe, poi, inscriverlo fin dal quinto mese di vita a un corso di acquaticità nelle piscine specializzate i bambini: a sei mesi si lascerà galleggiare!

Nell’immaginario del bambino l’acqua non deve rappresentare una fonte di pericoli, tutt’altro. Ovviamente se il nostro bambino dimostra di temerla dovremo dargli tutto il tempo di cui ha bisogno per abituarsi. Mai obbligarlo, per esempio, ad entrare in mare se ha paura. Solitamente è un timore che arriva all’improvviso e altrettanto all’improvviso va via.

Nel frattempo noi possiamo aiutarlo. Per esempio incoraggiamolo a lavarsi il viso da solo, anche usando poche gocce d’acqua: in questo modo il bimbo sentirà di avere un compito ‘da grande’ e inizierà a gestire l’acqua da solo. Non insistiamo troppo se non vuole fare la doccia perchè l’acqua sul viso lo manda in tilt. Ovviamo al problema riempiendo un recipiente di acqua calda dove lui potrà infilare i piedini da solo oppure bagnarsi altre parti del corpo. Non dimentichiamo mai di dirgli un bel ‘bravo’ ogni volta vincerà una piccola sfida contro le sue paure.

E in piscina e al mare? Non iscriviamolo a nessun corso di nuoto fin quando non si sentirà pronto, né facciamo inutili quanto nocivi paragoni con i suoi amici ‘più coraggiosi’. Quanto alla spiaggia, lasciamo che da solo si avvicini all’acqua e che prenda confidenza: un bel giorno diventeranno amici inseparabili!

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