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Malattie infettive in gravidanza: le 10 raccomandazioni

Non tutte le malattie infettive che insorgono durante la gestazione creano necessariamente delle problematiche né danneggiano il feto, anche se un’ attenzione particolare deve essere attribuita a patologie quali la rosolia e la toxoplasmosi. E’ sempre opportuno, comunque, seguire determinate raccomandazioni soprattutto nella prevenzione e nell’ approccio alla malattia infettiva, affinché la gravidanza possa procedere non dislocandosi eccessivamente dal fondamentale concetto di salute.

Schematicamente, come definito dalle linee guida sulla gravidanza fisiologica, possono essere delineate le principali malattie infettive che potrebbero destare preoccupazioni in gestazione, per le quali verranno stilate le 10 raccomandazioni.

  • Per la batteriuria asintomatica (presenza di batteri persino nel tratto urinario) deve essere proposto ed effettuato l’ esame dell’ urinocoltura che, se positivo, può e deve essere ripetuto per accertamento e diagnosi;
  • Per l’ infezione genitale della Chlamydia trachomatis lo screening deve essere presentato alle donne con fattori di rischio riconosciuti (rapporti non protetti, nuovo partner, anamnesi positiva per malattie sessualmente trasmissibili, nulliparità) ;
  • Nel caso del citomegalovirus (appartenente alla famiglia degli herpes virus) sappiamo che la trasmissione verticale (madre-feto) può rappresentare una modalità di trasmissione. Le conseguenze possono essere varie, asintomatiche e sintomatiche (dal difetto uditivo all’ autismo, dal ritardo psicomotorio al ritardo mentale). Nonostante ciò non sono disponibili farmaci di evidente efficacia e sicurezza per la prevenzione del CMV, così che lo screening non viene proposto di prassi alle donne. Anche lo screening per Herpes simplex virus di tipo 1 e 2 nelle donne in gravidanza non è raccomandato.
  • L’ epatite B (HBV) costituisce una delle patologie infettive maggiormente preoccupanti a carattere mondiale, specie nelle gravide per la trasmissione verticale. Lo screening per l’ HBV deve essere preso in considerazione nel terzo trimestre su tutte le donne, proprio per intraprendere tutte le ulteriori misure profilattiche che possono essere applicate sui neonati nel caso di donne con HBsAG positivo ;
  • Per il virus dell’ epatite C, o HCV, invece alle donne in gravidanza non deve essere proposto lo screening proprio perché non ci sono prove della sua efficacia praticamente. Nonostante ciò lo screening può essere offerto alle donne a rischio per l’ infezione da epatite C;
  • Il virus dell’ immunodeficienza umana , comunemente definito con la sigla HIV, è l’ infezione virale che maggiormente spaventa e preoccupa. La trasmissione verticale e la possibilità di intraprendere le terapie dimostratesi efficaci nel ridurre la trasmissione da madre a figlio dell’ infezione induce l’obbligo di offrire a tutte le gestanti sin dalla prima visita e nel terzo trimestre lo screening per l’ HIV, così da poter definire un percorso assistenziale che accompagni la donna in un’ equipe multidisciplinare;
  • Lo Streptococco del gruppo B (GBS) è una delle maggiori cause di infezione neonatale, per le quali però esiste un trattamento antibiotico. Quindi lo svolgimento dello screening per il GBS (Tampone vagino-rettale) è raccomandato intorno le 36 o 37 settimane di gestazione;
  • Per la Sifilide è previsto lo screening sierologico, effettuato proprio attraverso un test specifico per il treponema, così da essere raccomandato sin dalla prima visita e sia qualche settimana prima della data prevista per il parto;
  • Per la Toxoplasmosi per qui devono essere considerate soprattutto le misure preventive alimentari e igieniche, esiste uno screening sierologico (prelievo di sangue, incluso nel complesso TORCH) sin dal primo controllo. E’ inoltre opportuno ripetere periodicamente (ogni 4-6 settimane circa sino a termine di gravidanza) l’ esame se il primo risulta negativo;
  • Per la Rosolia purtroppo non esiste trattamento per prevenire o anche ridurre la trasmissione verticale in gravidanza dell’ infezione e la vaccinazione durante la gravidanza è comunque controindicata. Nonostante ciò lo screening sierologico deve essere garantito a tutte le donne (come previsto dalla lista di tutti gli esami per cui si ha esenzione)come strumento di sorveglianza e non, purtroppo, per una sua efficacia, auspicata nel futuro.
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