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Gravidanza ed epilessia: si può?

L’ epilessia è uno dei disturbi neurologici maggiormente diffusi. E’ una condizione patologica di natura nervosa e di estesa eziologia che comporta momenti distinti di perdita di coscienza aggiunti a delle crisi convulsive di vario genere specificamente definite come crisi epilettiche.

L’ epilessia può acquisire diverse forme: “grande male” con una fase tonica (di spasmo) alternata ad una clonica (di continui movimenti rapidi), crisi di assenza, attacchi atonici, crisi focali o crisi generalizzate sono le situazioni più frequenti che devono essere riconosciute per un intervento tempestivo finalizzato soprattutto in un primo istante al mantenimento di un ambiente sicuro al momento dell’ attacco epilettico.

Ma epilessia e gravidanza possono coesistere? La risposta risulta oggi scontata grazie ai tantissimi contributi dati dalla ricerca scientifica: l’epilessia può essere assolutamente tenuta sotto controllo anche durante la gestazione, garantendo alla donna il diritto alla propria maternità.

La gravidanza in una donna con tale problema neurologico, affinché si mantenga nel pieno benessere materno e fetale, deve necessariamente essere programmata e seguita da ginecologo e neurologo per poter concordare un corretto piano terapeutico, oltre che da genetista, pediatra e neonatologo per il bambino.

Come risaputo, in gravidanza esiste un rischio non indifferente nel momento in cui si assumono dei farmaci ed è proprio per questo che gli specialisti dovranno prescrivere farmaci con una posologia ben definita (andando a valutare periodicamente la quantità di farmaco in circolo, per poterlo mantenere sempre nei limiti precedentemente stabiliti) e soprattutto che riducano quanto più possibile la pericolosità teratogena (che, comunque, non può mai essere azzerata totalmente). Topiramato , carbamazepina, oxcarbazepina e levetiracetam sono i farmaci più sicuri da questo punto di vista.

Il rischio teratogeno consiste nella possibilità di insorgenza di malformazioni fetali correlata all’ uso di qualsiasi farmaco o sostanza stupefacente: in questo caso, dal labbro leporino a difetti del tubo neurale o patologie cardiache. Per questo motivo sarà basilare, o quasi obbligatorio, assumere quotidianamente gli 0,4 g di acido folico, proprio perché i farmaci di elezione antiepilettici riducono notevolmente l’ assorbimento della vitamina b12 e dell’ acido folico stesso. L’ utilizzo di farmaci antiepilettici, inoltre, potrebbe dare una predisposizione nei confronti di parti pretermine o di neonati piccoli per età gestazionale (problematiche del tutto risolvibili).

Inoltre le crisi epilettiche inevitabilmente possono indurre una ridotta ossigenazione che potrebbe essere fatale per il bambino (per questo è opportuno garantire una corretta terapia), inducendo tristi sequele come ad esempio un distacco di placenta.
Come approcciarsi al parto? Non c’è alcun tipo di controindicazione al parto spontaneo (si deve assolutamente escludere il parto in acqua), anche se è sempre opportuno fare riferimento ad un centro specializzato proprio perché durante il travaglio la donna potrebbe essere esposta a tanti fattori stressanti che potrebbero facilitare l’ innesco di una crisi epilettica. Il taglio cesareo, laddove necessario, può essere normalmente condotto in seguito ad esposizione del quadro clinico al medico anestesista.

L’ allattamento (per il quale in generale esiste una serie di restringimenti ben delineati dal Ministero della Salute), inoltre, non è vietato se la donna fa ricorso esclusivamente ad una monoterapia. Naturalmente, dovranno essere valutate le condizioni della donna e quelle epatiche neonatali per poter decidere di proseguire con l’ allattamento al seno o di sostituirlo con l’ allattamento artificiale.

In conclusione, il primo passo da fare è quello di farsi seguire da personale competente e attento, dosando frequentemente la quantità del farmaco antiepilettico utilizzato per poter adattare di tanto in tanto le dosi, ripetendo ogni 4 settimane circa un elettroencefalogramma (per poter prevenire e talvolta anticipare stati epilettici), non dimenticando mai di mantenere durante la gravidanza uno stile di vita sereno, con riposo notturno e lontano, per quanto possibile, da qualsiasi forma di stress.

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