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Dice le parolacce: come farlo smettere

E’ probabilmente la prima, vera forma di ribellione che si manifesta quando i nostri bambini iniziano a frequentare la scuola materna, a contatto con bimbi anche più grandi di età e fuori dal diretto controllo dei genitori, nonni e baby sitter. E’ quasi una sorta di patente da grandi, presa più per spirito di imitazione che non con vera e propria consapevolezza. Ma quelle brutte parole che all’improvviso escono dalla ‘boccuccia’ dei nostro piccoli proprio non le sopportiamo. E allora vediamo come è meglio che gli adulti reagiscano.

Prima regola: se in casa il bambino ha la possibilità frequente di ascoltare adulti che dicono parolacce, prima di intervenire su di loro sarà bene farlo su di noi. Cominciando con un bel mea culpa che non ci sta affatto male.

Come dicevamo, all’inizio i bambini cominciano a dire parolacce imitando i compagni di scuola, soprattutto quelli più grandicelli. Quando, poi, associano quelle brutte parole alla reazione arrabbiata dell adulto, allora iniziano ad acquisire una propria consapevolezza ed è a questo punto che i genitori possono, anzi, devono intervenire nell’evoluzione del comportamento del piccolo. Ma attenzione a essere né troppo rigidi (il bimbo dirà meno parolacce in nostra presenza, provando gusto a ‘trasgredire’ quando noi non ci siamo) né troppo indifferenti (si sentirebbero autorizzati a continuare).

Certamente di fronte a ogni parolaccia è bene dire chiaramente a nostro figlio che disapproviamo totalmente quel suo modo di esprimersi, senza mostrarci troppo infuriati o, al contrario, divertiti. Naturalmente, come già accennato all’inizio, sarà del tutto controproducente dire brutte parole davanti ai bambini: se le parolacce sono i loro modelli di riferimento quotidiano, onestamente che cosa possiamo pretendere da loro?

Intorno ai 3-4 anni il bimbo spesso non conosce il significato della parolaccia e il potere offensivo che può avere se rivolta a qualcuno, per questo noi adulti dobbiamo spiegargli cosa vogliono dire e quanto possano dispiacere a chi le ascolta. Man mano che cresce sarà bene proporgli sempre modelli di comportamento positivi spiegandogli che, in realtà, i ragazzini che si esprimono con le parolacce sono tutt’altro che forti e coraggiosi.

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