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Come riconoscere se nostro figlio è vittima di bullismo

Il bullismo è un fenomeno fortemente sottovalutato, pur socialmente molto diffuso. Si tratta di un disagio relazionale che prende forma soprattutto tra adolescenti e giovani e, se non contenuto nella giusta misura, tende ad evolvere fino a trasformarsi nell’età adulta in prevaricazioni sociali, lavorative e familiari.

Di recente un’indagine sul bullismo, effettuata in Italia all’interno delle scuole, ha permesso di rilevare che almeno un bambino su due è vittima di violenza verbale, psicologica e fisica con una predominanza di abusi sotto forma di prepotenze verbali e psicologiche.

Purtroppo spesso i bambini vittime di bullismo non denunciano la prevaricazione subita. Le ragioni di ciò possono essere ricondotte a sentimenti di paura o alla tendenza a minimizzare l’episodio, fino a giungere all’errata convinzione di meritare le violenze accusate con ripercussioni sulla propria autostima e sviluppare gravi conseguenze psicologiche come depressione, ansia, malessere fisico, alterazioni del sonno, isolamento e calo del rendimento scolastico.

Questi sono solo alcuni tra i segnali che possono indurre al sospetto che i propri figli siano vittime di bullismo. Può accadere infatti che il bambino, all’improvviso e apparentemente senza una buona motivazione, inizi a nascondersi dietro tante piccole bugie, non voglia più andare a scuola, non sappia spiegare come ha speso la propria paghetta settimanale, sia più aggressivo e nervoso oppure potrete notare troppo spesso graffi, lividi e strappi sui vestiti.

>Come affrontare allora la situazione?E’ fondamentale che il bambino vittima di bullismo non si senta solo, dunque mostrare comprensione e sostegno può aiutarlo ad aprirsi al dialogo. Inoltre, potrebbe risultare utile mettersi in contatto con la scuola al fine di richiedere un monitoraggio più attento, che miri a contenere il fenomeno mediante attività di gruppo e laboratori che consentano la risoluzione dei conflitti all’interno di un clima costruttivo e cooperativo, con l’obiettivo di favorire nei bambini una maggiore conoscenza non solo teorica del bullismo ma anche e soprattutto emotiva.

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