FECONDAZIONE: GIUDICI, DIVIETO ETEROLOGA MINA VITA FAM

Tribunale di Bologna: sì all’impianto di embrioni, anche se il marito è morto

E’ al centro della cronaca, e ha destato un bel pò’ di polemiche, la vicenda della donna che dopo la morte del marito ha richiesto l’impianto dei suoi embrioni criocongelati 19 anni prima.

Questa donna e suo marito avevano fatto dei tentativi nel 1996, tutti falliti. Poi a causa di una malattia del coniuge avevano momentaneamente sospeso il percorso, ma ogni anno la coppia ha confermato la volontà di mantenere gli embrioni. Nel 2011 il marito è morto lasciandola sola. L’unica speranza che rimane a questa donna sono quegli embrioni, che la direzione ospedaliera però si rifiuta di impiantare.

Un comma della legge infatti punisce con una sanzione pecuniaria di 200.000 euro il trasferimento di embrioni in utero se uno dei due coniugi è defunto, non consenziente o minorenne. Il problema è anche etico, la domanda che tutti si pongono è “che futuro si darebbe a questo bambino?”. Ma allora nasce spontaneo chiedersi anche… e da embrione che futuro ha? Abbiamo diritto di giudicare a priori come sarebbe la sua vita e di impedirgli perciò di nascere? Qualcuno potrebbe dire “l’embrione non è ancora una vita”. Allora se è solo un ammasso di cellule perché non si può utilizzarli per le sperimentazioni sulle staminali, che salverebbero milioni di vite? Queste sono le contraddizioni della legge Italiana che da sempre lasciano perplessi gli studiosi.

In quell’embrione c’è parte di quella donna e parte dell’uomo che ha amato, l’unica che restata in vita. E’ giusto sottrarglieli?

La donna ha fatto ricorso nel 2011 e solo oggi si è arrivati alla sentenza. La corte di Bologna ha stabilito che gli embrioni non essendo in stato di abbandono, come stabilito dalla legge 40 sono di proprietà della donna, pertanto è un suo diritto chiederne l’impianto. Il tribunale ha imposto al policlinico S. Orsola di provvedere immediatamente all’impianto, visto che la donna ha oramai 50 anni. “Una decisione a favore della vita” ha detto soddisfatto l’avvocato difensore.

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