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Travaglio a basso rischio: come gestirlo?

L’ Organizzazione Mondiale della Sanità non ha lasciato mai da parte il mondo della gravidanza, anzi pone sempre di più i riflettori sulle donne gravide e in travaglio. Seguendo proprio le indicazioni date dall’ OMS, sta divenendo centrale l’idea di distinguere i percorsi di nascita e del travaglio sulla base dell’ rischio: alto o basso.

Naturalmente le procedure per il travaglio a basso rischio risultano senz’ altro più semplici da praticare e più tranquille da gestire. Nello specifico, il travaglio a basso rischio e quindi totalmente fisiologico può essere totalmente affidato alle cure delle ostetriche, proprio per quanto accordato anche con l’ Istituto Superiore della Sanità all’ interno delle linee guida nazionali.

Purtroppo, si sa: in Italia la medicalizzazione del parto gioca sempre a sfavore della totale fisiologia, anche nel momento in cui alcuni trattamenti si rendono superflui e non necessari (come ad esempio l’ ecografia prima della decima settimana di gravidanza).

Come si effettua la diagnosi di travaglio a basso rischio?

  • Innanzitutto è necessario capire se la gravidanza è stata a basso rischio (assenza di patologie specifiche, dal diabete alla pre-eclampsia o difetti di crescita intrauterina ecc). Escludere anche pregresse patologie materne che possano controindicare o alterare un normale travaglio;
  • Gravidanza non gemellare ;
  • Valutare la presentazione cefalica del feto ;
  • Settimane di gestazione comprese tra le 37 e le 41 ;
  • Assenza di perdita ematica notevole ;
  • PROM (rottura prematura delle membrane) da meno di 24 ore e liquido amniotico limpido ;
  • Placenta normalmente inserita.
  • Proprio nel momento in cui si effettua diagnosi di travaglio a basso rischio si possono prendere tutte le misure per ridurre al massimo la medicalizzazione: libertà nell’ alimentazione, nell’ idratazione e nel movimento, riduzione del monitoraggio continuo del benessere fetale con il tracciato cardiotocografico ma semplice auscultazione a intermittenza del battito. Inoltre si può invitare la donna alla minzione e all’ evacuazione senza ricorso a cateterismi e clistere, effettuare visite vaginali con minore frequenza.

    Insomma, un travaglio a basso rischio permette assolutamente il totale rispetto dei tempi e delle modalità fisiologiche: perché non approfittare di queste occasioni? Le ostetriche sono qui per ricordarlo.

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