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Olio di palma: tutto quello che c’è da sapere

Dal 13 dicembre 2014 la normativa europea obbliga che sull’etichetta dei prodotti alimentari siano esplicitate le tipologie dei singoli oli presenti nel prodotto che ci apprestiamo ad acquistare. Nel mirino di tanti consumatori e associazioni di categoria c’è l’olio di palma.

Un prodotto le cui importazioni, secondo Coldiretti, sono aumentate del 19% per numeri difficili da immaginare: si parla di più di 1,7 miliardi di chili nel 2014. Dati che, nella terra dell’olio extravergine d’oliva, lasciano ipotizzare una vera e propria invasione. Cerchiamo dunque di orientarci su quello che c’è da sapere sull’olio di palma.

Dove si trova.Una grande percentuale dell’olio di palma mondiale è utilizzato nell’industria alimentare, anche per bambini – per esempio, si trova in alcuni biscotti, merendine, torte e latti in formula per neonati – mentre una parte viene impiegata nella cosmesi o nei prodotti per la pulizia. Viene preferito dall’industria alimentare da una parte perché a basso costo rispetto ad altri tipi di olio vegetale – quello d’oliva su tutti – ma anche per le sue proprietà che lo rendono un alimento versatile.

Perché può fare male. Si tratta di un olio che i consumatori non guardano di buon occhio perché ad alto contenuto di grassi saturi: quelli cioè dai quali dobbiamo guardarci se non vogliamo essere preda di obesità o, peggio, complicazioni cardiovascolari. E’ vero d’altro canto che contiene meno grassi saturi del burro e dell’olio di cocco, solo per fare qualche esempio. L’ideale sarebbe sostituirlo, soprattutto per la preparazione dei cibi destinati a bambini molto piccoli, con oli meno grassi. Certo, per una mamma alle prese, per esempio, con lo svezzamento del proprio bambino, ogni singolo ingrediente ha la sua importanza: una mamma non può concepire di nutrire il proprio piccolino con alimenti potenzialmente dannosi.

In ogni caso, come sempre capita quando si parla di uso e abuso di un certo ingrediente o alimento, si deve tenere in considerazione l’intero stile di vita e l’alimentazione a tutto tondo di una persona, per attribuire ad un determinato cibo la responsabilità di una malattia o di una complicazione medica.

Il contrasto all’olio di palma. Decisamente contrari all’olio di palma si sono schierati anche enti e istituzioni: è il caso del Belgio il cui Consiglio Superiore della Sanità, da tempo, ne consiglia un utilizzo limitato, così come di altri alimenti grassi come il burro.

La battaglia dei consumatori e dei coltivatori contro l’invasione dell’olio di palma si è acuita anche in seguito alla diffusione della petizione online sostenuta da Il Fatto Alimentare su change.org per ridurre l’impiego di questo ingrediente. Tra i risultati della petizione, oltre ad aver raggiunto 105mila firme, segnaliamo che alcune grandi catene di distribuzione come Ikea, Ld Market, MD Discount, Coop ed Esselunga, hanno aderito all’appello di ridurre la presenza di olio di palma dai prodotti in vendita nei loro negozi.

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