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Le coliche nel neonato: come prevenirle

Il primo malessere che tormenta le notti insonni di un neonato, e che preoccupa notevolmente i neo genitori, sono le famigerate e temute coliche. Circa il 10% dei lattanti ne soffre, si presentano nei primi tre mesi di vita, sono fisiologiche nel neonato e sono dovute alla formazione di gas all’interno degli organi addominali del bambino. I sintomi di questa formazione di aria che avviene naturalmente a seguito del processo di digestione del lattante sono ben riconoscibili e comunque innocui.

Sintomi: 1) Ogni sera ripetutamene il bambino inizia a piangere.
2) Porta le gambe al suo ventre (nel gergo parlato fra le mamme si dice a rana).
3) Diventa pallido e cianotico.
4) Stringe i pugni.
5) Nemmeno il seno della mamma lo tranquillizza.
6) Tra una crisi e l’altra può calmarsi e addormentarsi brevemente per poi ricominciare.

Cause: 1) Il bebè ha succhiato con avidità dal seno della madre oppure anche dalla stessa tettarella del biberon (sfatiamo quindi il falso mito che ritiene sofferenti di coliche soltanto neonati allattati con latte materno).
2) Se la genitrice mangia legumi o verdure può infastidire il piccolo, ma se già durante la gestazione la donna si è nutrita di questi determinati alimenti, il bebè è abituato a riceverli e questi cibi ingeriti da lui sotto forma di latte materno non saranno certamente la causa dei suoi mali.
3) Aumenta l’ ingestione di aria se il bebè mentre succhia è infastidito, ecco perché è importante creare condizioni adeguate durante la poppata.
4) Vi è poi l’ ipotesi psico-relazionale fra le cause scatenanti, infatti si ritiene che anche il rapporto madre-figlio, soprattutto per i primogeniti con mamme apprensive o anche single scatenino questi doloretti neonatali.
5) Allergie alimentari al latte artificiale o anche vaccino che passa attraverso il latte materno.

Rimedi conosciuti fra le mamme: 1) E’ bene far fare il ruttino al neonato dopo ogni poppata attraverso delicati colpetti sulla schiena tenendolo in posizione eretta.
2) Se i lamenti sono forti, bisogna tenere il bebè in braccio con il visino rivolto verso il basso, mentre il braccio sinistro di chi lo sorregge deve essere sotto l’addome mentre la mano destra regge la testina.
3) Si può aiutare il neonato con un giusto massaggio addominale, ed è infatti proprio questo uno dei maggiori consigli pediatrici. Esso va fatto con mani ben calde che delicatamente accarezzano l’addome del bambino formando un quarto di cerchio in senso orario parendo dall’altezza dello sterno.
4) Per facilitare l’espulsione di aria, dopo aver massaggiato il piccolo, alzargli e piegargli le gambine verso l’addome.
5) Anche un bagno caldo può rilassare il bebè.
6) Fargli bere camomilla o tisane al finocchio.
7) Se il bambino è allattato con latte artificiale bisogna provare un tipo più digeribile.
8) Se il disturbo persiste consultare il pediatra che potrà consigliare delle gocce omeopatiche.

In conclusione, le madri non devono preoccuparsi e nemmeno autocommiserarsi dandosi colpe inutili per i classici dolori dei loro figli, è però importante sapere che soltanto noi in Italia parliamo di coliche nel momento in cui il bebè si dimena alla sera. All’estero questo concetto manca, infatti attribuiscono le crisi del lattante ad altri motivi, relativi ad esempio a problematiche neonatali legate al sonno. Perciò visti gli altri Paesi, sarà forse che le famigerate e nostrane coliche fanno parte del nostro essere classiche madri troppo apprensive?.

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