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Lallazione nei bambini

Intorno ai 4-5 mesi il bambino inizia ad emettere suoni ripetuti con fine comunicativo per svolgere una interazione con il genitore o con chi gli è accanto. Questa forma di espressione verbale è definita lallazione a causa del ripetere sillabe come “la-la-la”, “ta-ta-ta” o anche “da-da-da” in modo continuo. E’ un momento emozionante per i genitori, infatti molti cantanti nelle loro canzoni si sono ispirati alla fase di lallazione dei propri figli, ma soprattutto la corrente artistica dada è notoriamente ispirata a questa tappa di comunicazione primordiale dell’infante.

Attraverso questi suoni, che di lì a breve si trasformeranno in proto parole, il bambino vuole interagire e a seconda della tonalità data al suo “lallare“, esprime gioia, dolore, rabbia… Ma ciò non è solo rappresentazione dei suoi stati d’animo, ma anche una sorta di allenamento dei muscoli fonatori che danno al bebè piacere nel sentirsi, col passar del tempo il piccolo capisce che questi suoni rallegrano chi lo ascolta e diventa quindi un modo per giocare, con una sorta di botta e risposta, con i suoi interlocutori.

Per alcune correnti psicologiche è proprio in questo periodo che il bebè inizia a distinguere una differenza fra sé e gli altri, ai quali sente la necessità di dire qualcosa. Molto spesso, la lallazione trae in inganno il genitore, il bambino non dà una vera intenzione verbale al suo ripetere sillabe e per questo un continuativo “ma-ma”, può far credere alla genitrice di aver detto mamma.

E’ stato dimostrato come la lallazione sia una vera attività fondamentale per lo sviluppo psico-motorio perché combacia con il battere le mani e il muovere ritmicamente e di continuo gli oggetti. Quindi la capacità imitativa inizia a nascere proprio dal suo emettere sillabe unite fra loro. Ogni bambino ha comunque i suoi tempi quindi questa fase può durare poco o molto, l’importante resa rispettare la sua volontà linguistica incoraggiandolo sempre.

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