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Gravidanza oltre il termine: quali sono i motivi per cui non nasce?

A questa domanda il neonato se potesse probabilmente risponderebbe “e quali sarebbero i motivi per cui dovrei nascere?”. In effetti sono sicura che ciascuno di noi riuscirebbe a trovare almeno 3 buoni motivi per rimanere lì dentro piuttosto che venire qui fuori. La verità però è che nei fenomeni del parto l’influenza della volontà del feto non è scientificamente provata. Nonostante lui compia dei movimenti, si posizioni e ruoti durante la discesa, la possibilità di una sua coscienza in questo rimane ad oggi ancora oscura.

Quindi sarebbe più corretto che la domanda venisse posta alla mamma e che sia lei stessa a porsela, cercando la risposta nel profondo: perché non voglio che nasca?. Non è da sottovalutare il potere della mente nel meccanismo dell’innesco del travaglio. L’attivazione delle contrazioni difatti è ormonale: dall’ipotalamo parte una cascata ormonale con la secrezione di ossitocina e cortisolo. L’ipotalamo è una ghiandola situata nel cervello ed influenzata fortemente da esso.

Se abbiamo sostenuto che la capacità di rimanere incinta ad esempio ha una forte componente psicologica, immaginarsi allora quanto questo concetto valga per l’innescarsi del parto, che porta con sé una serie di ansie e paure tangibili. C’è anche da dire però che a volte si fa dell’allarmismo inutile. Arrivare a 40 settimane scoccate non vuol dire che il Bing Bang debba esplodere. 40 settimane è un termine convenzionale stabilito dall’ostetricia, detto anche età gestazionale, che infatti lascia come “margine di normalità” altre due settimane.

La moda dell’induzione del parto a 41 settimane e tre giorni e dettata da un calcolo del rischio medio studiato su un campione di persone, cioè da quello che potrebbe succedere a 70 persone su 100 se si aspettasse ancora. Ma nel caso specifico di una gravidanza con una placenta ancora funzionale e un feto sano l’indicazione medica vera e propria all’induzione del parto non c’è ed ogni donna ha il diritto di opporvisi. Alcuni travagli si innescano più tardi semplicemente perché la natura ha così stabilito, come alcuni cicli vengono a 28 giorni ed altri a 38. Altri ancora invece si innescano più tardi perché il concepimento è avvenuto più tardi di quello che si crede, quindi alle vostre 40 settimane il feto ne ha 37 invece che 38.

Escludendo questi casi, ci sono poi gravidanze protratte davvero oltre il termine naturale e questo è testimoniato dal fatto che il corpo non sostiene più la gravidanza: la placenta comincia ad invecchiare e il feto comincia a dare segni di sofferenza. Questi sono i casi in cui probabilmente è la psicologia della mamma a bloccare l’innesco del travaglio. Ed è anche il motivo per cui spesso i rimedi naturali per stimolare le contrazioni non funzionano: perché il cervello ha deciso che non devono funzionare, più o meno consciamente. Anzi molto più spesso il processo è del tutto inconscio e sottende a delle paure profonde: paura del dolore, della perdita dell’integrità fisica, del distacco, dello stravolgimento della propria vita. Una buona terapia sarebbe verbalizzare e razionalizzare queste paure, con delle sedute guidate da psicologhe esperte di preparazione al parto e metodo R.A.T, il training autogeno razionale.

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