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Diario della gravidanza, la trentatreesima settimana

Il piccolino non è ancora in posizione! Qualche giorno fa lo abbiamo “rivisto” in occasione dell’ecografia del terzo trimestre e la dottoressa ci ha detto che si presenta podalico. Non me lo aspettavo davvero, perché ricordo che a questa stessa epoca la mia prima figlia era già in pista di lancio per il parto. Ma ogni gravidanza fa storia a sé…

La mattina dell’ecografia, che si è tenuta proprio allo scoccare della trentatreesima settimana, è stata molto emozionante e intensa, perché finalmente mio marito e io abbiamo avuto un momento per pensare insieme a questa nuova vita che travolgerà la nostra, per farci mente locale. Sembrerà strano, forse, a chi non ha figli, ma la condizione dell’essere genitori è quella di vivere costantemente sul presente, con poche, rare occasioni per pianificare il futuro.

La mezzora di ritardo con la quale siamo stati chiamati a fare l’ecografia (ritardi normali e comprensibili negli ospedali) mi ha dato l’occasione per rivivere con la memoria i già vicinissimi ricordi del mio primo parto, un anno e mezzo fa: l’esame ecografico, infatti, era proprio nella stessa corsia delle sale travaglio dove ho avuto la mia prima figlia. In quanto e per quali aspetti queste ultime settimane di gravidanza saranno simili o diverse rispetto alla prima volta che sono diventata mamma?

Le misure del bambino sono regolari, a quanto mi ha detto la dottoressa: il suo peso stimato in questo momento è di circa 1,750 kg. Mi hanno suggerito una nuova ecografia a 36 settimane, in modo da verificare la presentazione del piccolo e vedere se si è girato oppure no. Se dovesse ancora essere podalico… probabilmente andrei incontro ad un parto cesareo. Questa sì, una opzione alla quale non avevo davvero mai pensato! Ci aspettiamo, inconsapevolmente forse, che le cose vadano sempre per il meglio o comunque nel modo più regolare possibile.

Dato il lavoro che faccio – sono una giornalista, ma non faccio la reporter di guerra né l’inviata! – la mia dottoressa mi ha fatto una certificazione per andare in maternità obbligatoria un mese prima della data presunta del parto. In questo modo potrò avere qualche settimana in più dopo la nascita del bambino per il nuovo assestamento familiare.

Negli ultimi giorni sto comunque riempiendo la mia agenda di appuntamenti medici e sanitari: nuovi prelievi da eseguire, l’appuntamento con l’anestesista dell’ospedale per avere la documentazione in regola nel caso dovesse servire una peridurale, l’incontro dedicato alle informazioni sulla donazione del sangue del cordone ombelicale e, naturalmente, il corso di preparazione al parto una volta a settimana. Contrariamente alle apparenze, la vita quotidiana di una quasi-mamma è piuttosto piena!

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