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‘Cuore di maglia’, l’associazione che sferruzza per i bimbi prematuri

Sferruzzano appena hanno tempo, creano cose deliziose di una piccolezza dolcissima e mentre le preparano pensano alla creaturina che presto le indosserà. Sono le donne di ‘Cuore di maglia’, un’associazione assolutamente no profit che prepara i corredini per i bimbi che nascono ben prima del termine e per i quali spesso non è facile trovare vestitini e scarpine della taglia giusta. L’unità di misura è quella del pavesino, mentre le cuffiette devono essere grandi come una mela. Poi consegnano tutto in ospedale, soddisfatte e gratificate per quello che fanno.

Abbiamo cercato di saperne di più parlando con la fondatrice, la 51enne Laura Nani.

Com’è nata l’associazione e come hai fatto a coinvolgere le altre donne?

L’associazione è nata ad Alessandria, dove vivo da 18 anni.Sono partita con una scarpina troppo piccola che avevo fatto, sbagliando, per una mia amica che aveva appena partorito, così mi è venuta l’idea. Subito dopo ho coinvolto altre amiche, con le quali già mi vedevo per lavorare a maglia.

Per ognuna di voi cosa rappresentano quelle minuscole cosine che realizzate con le vostre mani?

Posso dirti cosa rappresentano per me. Mi fanno sentire bene, mi danno un senso di pienezza, un insieme di sensazioni di tenerezza e orgoglio, a dirmi, Guarda Qui, riesco a portare un pò di calore anche così,facendo una cosa che amo fare.

Come vi siete organizzate con gli ospedali, vi dicono loro di cosa hanno bisogno?

Noi abbiamo una lista di cose che facciamo, dai sacchi nanna alle copertine, a cuffiette e scarpine, gli ospedali ci dicono se usano più un indumento rispetto ad un altro, e noi ci comportiamo di conseguenza.

Consegnate personalmente le cosine?

Sì certamente, ogni città ha un’ambasciatrice responsabile, e controlliamo personalmente ogni indumento prima della consegna.

Cosa provate nel vederle indosso a piccolini?

Una grande soddisfazione, e la voglia di perfezionare sempre, di fare sempre di più e meglio.

Siete in contatto con i genitori del bimbi?

Volutamente no, o meglio, sì, se ci scrivono e ci raccontano progressi e magari ricordano con noi i momenti tremendi hanno vissuto in Terapia Intensiva., dei quali siamo stati indirettamente protagoniste, presenti con le nostre scarpine minuscole.

Come è possibile sostenervi?

Gomitoli, gomitoli e ancora gomitoli.

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