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Consigli su come tornare al lavoro dopo la maternità

Nonostante siano la gran parte le donne che dopo il parto decidono di tornare a lavoro dopo aver esaurito ogni periodo di congedo parentale possibile e immaginabile, riprendere la vita di un tempo non si rivela mai facile, soprattutto all’inizio. Inevitabilmente il pensiero va sempre al bambino, nel frattempo affidato ai nonni, a una baby sitter (come scegliere quella giusta?) oppure a un asilo nido, il tempo a disposizione per la donna è sempre meno e la stanchezza aumenta a dismisura. Inoltre può anche succedere che in ufficio o, comunque, sul posto di lavoro non si trovi più l’equilibrio di un tempo. Cosa fare allora? Ecco qualche consiglio utile.

Disorientamento e un senso di colpa lancinante: questo lo stato con cui molte mamme tornano a lavoro. Per questo nessuna deve sentirsi sciocca o esagerata se telefonerà diverse volte a casa per sincerarsi di come sta il proprio bambino.

Mi raccomando: quando usciamo di casa la mattina per recarci al lavoro, baci e un bel sorriso, al bando lacrime e musi lunghi. E soprattutto non torturiamoci con il pensiero che trascorrere meno tempo con il nostro bambino indebolirà il rapporto con lui: nulla di più falso. A ogni modo gli esperti consigliano di tornare al lavoro non prima di un anno di età del bebè. A ogni modo al rientro a casa ci dovrà essere almeno una mezz’ora soltanto vostra, baci e coccole a volontà.

Non sarebbe affatto una cattiva idea parlare con il direttore del personale chiedendo una maggiore flessibilità di orari oltre che informarsi per bene sui permessi per malattia del bimbo, tutte cose garantite sia dalla legge sia dal contratto. Tuttavia non lasciamo che sia l’azienda a decidere che tipo di orario flessibile assegnarci ma cerchiamo di fare in modo di arrivare a un piano di lavoro condiviso. Una volta che ci si tranquillizza su questa serie di cose, sarà più semplice riprendere i rapporti di un tempo con i colleghi oltre a rientrare quanto prima nei normali ritmi del lavoro. Per questo sarà meglio iniziare subito dai compiti più gravosi e non dalle piccole incombenze, altrimenti riabituarsi alla ‘normalità’ sarà più difficile e lenta.

Altro errore sarebbe quello di considerare come avversario la persona che fino a oggi ci ha sostituito: piuttosto chiediamo di farci un quadro preciso di quanto avvenuto durante la nostra assenza. E se arriva la proposta di cambiare ufficio, prendiamola come una nuova sfida e la possibilità di fare nuove esperienze. Prima si entra nell’ottica che non siamo solo mamme ma anche donne e meglio sarà per tutti. Anche per la nostra creatura.

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