foto_tornare a lavoro dopo la nascita di un figlio

Benessere in gravidanza: quali lavori evitare?

Si ripete più volte che la gravidanza non è assolutamente da essere considerata come malattia, anche se è sempre opportuno mantenere uno stile di vita sano e salutare (soprattutto perché le ultime ricerche dichiarano che in caso contrario si possono creare danni per i figli) senza che ci sia il compimento di eccessivi sforzi da parte della donna, nonché futura mamma.

Un argomento molto delicato è proprio quello della maternità e lavoro, proprio per la difficoltà con cui la società si approccia a tale argomento.

Ma quali sono i lavori da evitare per salvaguardare la salute materna? Ecco una lista sintetica:

  • Lavori in cui è necessario uno sforzo fisico eccessivo;
  • Lavori in cui si è obbligati a stare in piedi o che, comunque, obbligano ad una posizione scomoda;
  • Lavori di manovalanza pesante;
  • Lavori in cui è prevista anche la turnazione notturna;
  • Lavori che comportano l’ esposizione a radiazioni ;
  • Lavori con esposizione ad agenti chimici pericolosi per la propria salute e per quella del feto. A volte ci può essere il rischio di esposizione a silicosi o asbestosi (disturbi polmonari) ;
  • Lavori a bordo di navi, aerei, treni e pullman o su qualsiasi altro mezzo di comunicazione ;
  • Lavori agricoli che obbligano alla manipolazione e utilizzo di sostanze tossiche, come il concime;
  • Lavori all’ interno di reparti per malattie mentali e, soprattutto, infettive proprio per il rischio altissimo di contrarre determinate infezioni;
  • Lavori su scale mobili o su impalcature non fisse;
  • Lavori con utensili che possono trasmettere vibrazioni ;
  • Lavori con macchine mosse a pedale, proprio per l’ intenso sforzo richiesto .
  • Tutto questo si traduce in una serie di attività lavorative da evitare per mantenere un certo benessere in gravidanza che si traduce in un esito positivo per la salute materna e ovviamente anche del feto, cercando di preferire momentaneamente (se la possibilità è concessa) a questi mestieri quelli con maggiore attività sedentaria e, quindi, d’ufficio.

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