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Bebè quanto sei caro! Come risparmiare?

In tempi di crisi come conciliare tutti i bisogni del nostro bambino con una vita da lavoratori precari o da disoccupati? Bisogna rinunciare all’idea di farsi una famiglia o far rinunciare al nostro bambino a qualcosa?

Nessuna delle due cose: con un po’ di attenzione, si può imparare a risparmiare, a capire cosa ci serve veramente, e anche a insegnare ai nostri bambini che non si può avere tutto, ma si può avere quello che serve veramente! Educarci noi al risparmio, ma anche i nostri bambini!

C’è un proliferare per esempio di mercatini dell’usato di prodotti per bambini in tutta Italia. Dove arrivano vestiti ma anche attrezzature (che sono le cose più care) come fasciatoi, passeggini, culle, seggioloni: tutti prodotti che vengono selezionati, lavati, rimessi a nuovo e poi venduti semmai al 50% del costo originale.

Nascono anche dei franchising di catene di negozi dell’usato per bambini come Baby Bazar di Verona che ha già aperto 50 negozi in tutta Italia, proprio perché il mercato è ampio e ricco di consumatori che hanno bisogno da soddisfare, ma che devono risparmiare (il mercato dell’usato negli ultimi 5 anni, è cresciuto di oltre il 35%).

Anche su internet ci sono tanti blog e siti che consigliano le mamme su cosa comprare e perché e cosa è realmente importante per crescere al meglio il nostro bambino. La rete è sempre una fonte di conoscenza importante nei nostri tempi! Con tante guide scaricabili con un click!

Ci sono i swap party, tradizione di origine anglosassone: riunioni a casa di qualcuno o nei mercatini dell’usato dove si scambiano i vestiti. Si stanno diffondendo anche in Italia: a Roma e Milano per le donne che vogliono rinnovare senza spendere tanto il proprio guardaroba e ora si stanno diffondendo anche con i vestiti per bambini.

L’Armadio verde per esempio è un sito che fa questo: la mamma si registra, fa l’elenco di cosa vuole scambiare, prenota un ritiro fino a casa dei vestiti che vuole scambiare, questi poi vengono messi sul sito in vendita. Ogni vestito viene prima valutato e pagato con un buono sotto forma di stelline che la mamma può spendere sul sito per comprare altri vestiti arrivati da altre mamme.

Anche i nostri bambini possono imparare a risparmiare e a comprare e scambiarsi i giochi facilmente oggigiorno. Nascono tante pagine Facebook di piccole comunità dove gli abitanti pubblicano le foto di cose che vogliono vendere, e chi è vicino di paese se gli interessa il prodotto lo va a prendere direttamente a casa del venditore.

Così i figli di una mia amica, ora adolescenti, hanno venduto negli anni, tutti i giochi che non usavano più per comprarne di nuovi. Hanno iniziato vendendo o comprando dal vivo nelle fiere di paese i loro giochi usati e comprandone altri, e hanno continuato tramite pagine FB a vendere e trovare di tutto. Piccoli risparmiatori crescono!

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