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Quando recarsi in ospedale per il parto?

La gravidanza dura per ben quaranta settimane circa, giorno in più, giorno in meno. Ma spesso il momento del parto è quello che induce maggiore ansia e timore nella donna. Come affrontarlo? E soprattutto, come gestire e capire che il momento tanto atteso è realmente arrivato?

Non sempre si hanno le idee ben chiare a riguardo, specie se la donna si trova a fronteggiare la sua prima gravidanza e spesso ci si trova del tutto disorientate nei confronti di questa bellissima ma nuova esperienza.

La valigia pronta da settimane, il “corredino” del bimbo ben impacchettato: manca solo capire quando recarsi in ospedale. Da una parte c’è il timore di fare tarsi e arrivare a parto quasi ultimato, mentre dall’ altra c’è la paura di apparire inesperta ed eccessivamente apprensiva.

La cosa che forse più preoccupa è quella di arrivare troppo presto in ospedale o in clinica privata, incorrendo nello sbaglio di trascorrerci dentro inutilmente il tempo, mentre si sarebbe potuto impiegare in “maggiore libertà” a casa propria, o comunque in serenità e tranquillità.

Questi timori e paure sono del tutto normali ed è per questo che è sempre opportuno anche fare un colpo di telefono al personale medico o sanitario di fiducia, dalle ostetriche ai propri ginecologi. Saranno loro a tranquillizzarvi e a darvi le giuste indicazioni a riguardo.

Il travaglio vero e proprio può durare anche ore, senza considerare il periodo prodromico in cui si verificano esclusivamente cambiamenti preparatori alla fase stessa del travaglio. Per questo è sempre opportuno stare attenti alle varie fasi e soprattutto non sperare di accelerarne i tempi.

Le indicazioni di massima per recarsi necessariamente in ospedale sono le seguenti:

  • presenza di contrazioni regolari che si ripresentano ogni tre minuti;
  • La rottura delle membrane con scolo di liquido amniotico, al di là che ci sia o meno una contrattilità uterina.
  • Tutto ha un suo tempo, basta essere informati, avere qualcuno a cui fare riferimento e soprattutto farsi accompagnare da un’ altissima dose di serenità e tranquillità: saranno questi elementi ad accogliere il bambino in un ambiente confortevole e pieno di amore e speranza.

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