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Quando recarsi in ospedale per il parto?

La gravidanza dura per ben quaranta settimane circa, giorno in più, giorno in meno. Ma spesso il momento del parto è quello che induce maggiore ansia e timore nella donna. Come affrontarlo? E soprattutto, come gestire e capire che il momento tanto atteso è realmente arrivato?

Non sempre si hanno le idee ben chiare a riguardo, specie se la donna si trova a fronteggiare la sua prima gravidanza e spesso ci si trova del tutto disorientate nei confronti di questa bellissima ma nuova esperienza.

La valigia pronta da settimane, il “corredino” del bimbo ben impacchettato: manca solo capire quando recarsi in ospedale. Da una parte c’è il timore di fare tarsi e arrivare a parto quasi ultimato, mentre dall’ altra c’è la paura di apparire inesperta ed eccessivamente apprensiva.

La cosa che forse più preoccupa è quella di arrivare troppo presto in ospedale o in clinica privata, incorrendo nello sbaglio di trascorrerci dentro inutilmente il tempo, mentre si sarebbe potuto impiegare in “maggiore libertà” a casa propria, o comunque in serenità e tranquillità.

Questi timori e paure sono del tutto normali ed è per questo che è sempre opportuno anche fare un colpo di telefono al personale medico o sanitario di fiducia, dalle ostetriche ai propri ginecologi. Saranno loro a tranquillizzarvi e a darvi le giuste indicazioni a riguardo.

Il travaglio vero e proprio può durare anche ore, senza considerare il periodo prodromico in cui si verificano esclusivamente cambiamenti preparatori alla fase stessa del travaglio. Per questo è sempre opportuno stare attenti alle varie fasi e soprattutto non sperare di accelerarne i tempi.

Le indicazioni di massima per recarsi necessariamente in ospedale sono le seguenti:

  • presenza di contrazioni regolari che si ripresentano ogni tre minuti;
  • La rottura delle membrane con scolo di liquido amniotico, al di là che ci sia o meno una contrattilità uterina.
  • Tutto ha un suo tempo, basta essere informati, avere qualcuno a cui fare riferimento e soprattutto farsi accompagnare da un’ altissima dose di serenità e tranquillità: saranno questi elementi ad accogliere il bambino in un ambiente confortevole e pieno di amore e speranza.

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    L’autore: Caterina Polizzese

    23 anni – ORGOGLISAMENTE Ostetrica. E’ l’ avventura più bella che potessi immaginare di vivere: testimone della vita che nasce. “Ho visto in sala parto la potenza delle cose” il mio motto. Animatrice per bambini, conduttrice di corsi di preparazione al parto, Ost.ca volontaria in Ospedale. E’ in via di conclusione un master presso l’ Università di Firenze.
    Email: c.polizzese@passionemamma.it

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