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Quando e come smettere di allattare

Una volta superata la prima fase di rodaggio e di avvio, l’allattamento diventa una routine salutare per mamma e bambino. Il bambino si nutre esattamente di tutto ciò di cui ha bisogno per crescere, oltre a ricevere anticorpi preziosi per il sistema immunitario. Inoltre il latte di mamma è sempre pronto, a chilometro zero e alla temperatura giusta.

Insomma: quella dell’allattamento può essere una bellissima fase, anche per la costruzione del rapporto madre-figlio. Ma quando si capisce che per il bebè è arrivato il momento di staccarsi dal seno materno? Quali sono i segnali o i motivi per cui si decide di smettere di allattare?

Come quasi tutto quello che riguarda la gravidanza, il parto e l’educazione dei figli, non ci sono ricette o regole da seguire. Ogni coppia madre-figlio cresce e si comprende giorno dopo giorno, settimana dopo settimana e decide in piena libertà in base alle proprie abitudini. Per cercare di capire quando e come si smette di allattare, anche nell’ottica di aiutare qualcuno che sta pensando a come fare o vede il bambino nervoso al seno materno, ho fatto un piccolo sondaggio con un gruppo di mamme che frequento. Tutte quelle che hanno smesso di allattare, lo hanno fatto per un motivo diverso o interpretando segnali differenti.

La mamma sente di avere poco latte, non vede il bambino sazio oppure la poppata si fa nervosa. Racconta Sonia: “Avevo poco latte, nonostante i tentativi che ho fatto prendendo prodotti naturali che ne aiutassero la formazione: avevo l’impressione che il bambino non fosse sazio. In effetti, quando ho cominciato a dare a mio figlio il latte artificiale, all’età di 7 mesi, ha cominciato anche a dormire tutta la notte!”.
“Io ho allattato fino a 17 mesi e mezzo” le fa eco Gessica. “Ho smesso perché non avevo più latte: mi sono resa conto che il seno non si induriva più dopo tante ore che lui non si attaccava”.

Motivi di lavoro.“Ho smesso quando la bambina aveva 15 mesi e mezzo” afferma Stefania. “Latte ne avevo ancora ma ho smesso per poter arrivare in tempo al lavoro. Vorrei tornare ad allattare perché era davvero comodo: al primo pianto, il latte era già pronto!”

Motivi medici. In alcuni casi la mamma si trova di fronte alla decisione obbligata di smettere di allattare suo figlio per motivi di salute: “Ho smesso di allattare la bambina a 7 mesi” ci spiega Rita “perché dovevo fare una cura. In ogni caso, ho sempre avuto poco latte e le ho sempre dato l’aggiunta: in definitiva a 7 mesi il mio latte le prendeva solo una volta al giorno”.

“Ho allattato purtroppo poco” racconta Elena “fino ai tre mesi del bambino. Il latte è andato via in seguito a tre mastiti importanti e a tre cicli di antibiotici”. “Io ho smesso di allattare al seno dopo un mese per ragadi. Ho continuato fino al terzo mese togliendo il latte con il tiralatte, ma cosa che mi ha convinta a smettere del tutto è stata una frase del pediatra: Meglio un biberon di latte artificiale dato con il sorriso, piuttosto che un seno dato con lacrime e dolori” conclude Elisa.

In altri casi, la mamma decide un tempo massimo entro il quale staccare il bambino dal seno. E’ il caso di Veronica: “Ho detto a mia figlia ‘ti allatto fino a 1 anno, poi diventi grande!’ Inoltre mi ero accorta che usava il seno come ciuccio o per addormentarsi e non più per mangiare”.

Quando la decisione è del bambino. Capita che sia il bebè a farsi capire: la poppata, per lui o lei, non è più invitante. “Ho smesso al sesto mese perché la bambina non era più interessata ed è passata tranquillamente al biberon” racconta Ombretta. “Mi è dispiaciuto, perché era un bel momento, ma così ha scelto lei”.

La stessa cosa è capitata a chi scrive: la mia bambina a 10 mesi mi ha fatto capire che non aveva più bisogno della “poppatina” della mattina e della sera. Come l’ho capito? Dal fatto che si attaccava per non più di 5 secondi: quasi che mi facesse un favore! La prima sera che le ho dato il latte in polvere prima di dormire è stato molto strano e ho sentito una profonda nostalgia di una vicinanza che non ci sarebbe più stata. Qualche tempo dopo ho capito però che si trattava di una evoluzione del nostro rapporto madre-figlia e sono stata felice di aver colto il suo sintomo di crescita e autonomia.
E’ anche il caso di Erica, che racconta: “Ho deciso di smettere di allattarlo perché ho visto che era molto soddisfatto delle pappe e beveva bene da solo dal biberon. Una sera ho provato a dargli direttamente il biberon e non ha fatto una piega…”

Finché non pesa a mamma o bambino, l’allattamento al seno è consigliato da pediatri e organizzazioni sanitarie, per cui, come decidiamo di assecondare il bambino se sceglie di staccarsi dal seno, allo stesso modo tante mamme continuano ad allattare “a richiesta”. E’ il caso di Monica: “Allatto la mia bambina da 1 a 3 volte al giorno, solo se me lo chiede… ma non se ne dimentica mai! Se sono a lavorare beve tranquillamente altro. A me non pesa e vorrei smettere quando non sarà più interessata”.
“L’unico motivo per cui smetterei di allattare” afferma Sabrina “è che il bambino cerca di prendere con le manine alcuni miei nei in zona décolleté. Per il resto non mi pesa.”

Così come per l’avvio dello svezzamento, consigliamo di interrompere l’allattamento al seno materno, anche quando non sia più esclusivo, solo quando la mamma ne sia completamente convinta: i bambini percepiscono e vivono completamente le sensazioni della madre, ne captano i sentimenti. Può darsi dunque che una interruzione affrettata sia vissuta male anche da un bambino apparentemente pronto per staccarsi dal seno della mamma.

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