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Nonni e bambini sugli stessi banchi di scuola

Quando si parla dei nonni come supporto educativo, per i valori e gli insegnamenti che trasmettono ai nostri figli, da oggi si potrà parlare anche non solo in senso figurato (valori, modelli di comportamento che questi quotidianamente mostrano col loro esempio ai loro nipoti), ma anche in senso reale.

Almeno a Bassiano, in provincia di Latina, dove grazie al fatto che si sono iscritti anche i nonni alla scuola elementare e media, la scuola forse non chiuderà. Grazie al contributo dei nonni, che vogliono oggi prendersi la licenza elementare e media che molti non hanno, la scuola potrà continuare la sua attività.

Il Comune montano per delibera regionale dello scorso 30 dicembre doveva chiudere le proprie scuole, per diminuzione della popolazione e quindi del numero di bambini in paese, ma la popolazione tutta e anche la Provincia si sono ribellati a questo provvedimento, che complicava di molto la vita delle famiglie.

I bambini sarebbero stati costretti ad alzarsi prima (anche alle 6!) per andare a scuola e poi si sarebbe dovuto istituire un servizio trasporti per portare gli alunni nelle scuole dei vicini paesi.

Abbiamo già parlare varie volte dell’importanza dei nonni per l’educazione dei nostri figli. Nonni baby sitters, nonni supporto familiare extra, nonni, e nonne che badano a casa, cena, bambini quando noi, mamme e papà siamo fuori per lavoro. Ebbene anche in questo caso, il loro innestarsi nel problema, risolve l’annosa questione.

Un servizio del Tg1 di qualche giorno fa ci racconta questa storia. I nonni, i nostri genitori, molti di loro, non hanno preso la licenza media; perché allora quando loro erano bambini (decenni 1940/50), non era ancora obbligatoria; le donne poi, le nonne di oggi, a volte non andavano oltre la terza elementare.

Ebbene oggi a Bassiano potranno farlo (come in tutte le scuole serali e per anziani d’Italia), stando però anche nello stesso banco con i loro nipotini, per alcune attività collaterali, di gruppo, come le lezioni di informatica.

E così il rapporto tra i nostri figli e i loro nonni diventerà ancora più stretto, condividendo gli insegnanti, le preoccupazioni scolastiche e i tanto odiati compiti! Forse si dovrebbe pensare di fare questa cosa nelle scuole di tutta Italia! Non solo in una situazione d’emergenza. ;)

A 48 ore dal termine per legge per presentare le iscrizioni (la scadenza era il 17 febbraio) la direttrice orgogliosa annuncia al tg che i numeri ci sono: “45 bambini e 13 adulti per la scuola elementare, per la scuola media 20 bambini e 22 nonni: abbiamo raggiunto la quota 100 che ci consente di tenere aperta la scuola”. Ora la scuola deve riorganizzare le classi, ma tutti sono contenti e i bambini sperano che i nonni siano anche bravi a suggerire!

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